Gravedigger
The Last Supper
Nuclear Blast 2005
Con quasi un mese di anticipo sull'uscita del disco, Tempi Duri vi da modo di sapere qualcosa sul nuovo lavoro dei teutonici Grave Digger, il cd infatti uscirà solo il 17 Gennaio del 2005. Nonostante il titolo dell'album "L'ultima Cena" possa suonare quantomeno strano in un periodo natalizio, mi sono avvicinato a questo lavoro con molta curiosità, avendo apprezzato molto gli ultimi due lavori della band tedesca, che, con l'ingresso del chitarrista ex-Rage Manni Schimidt (sin dall'album intitolato semplicemente "Grave Digger") ha acquisito una marcia in più soprattutto nei solos, come anche nell'arrangiamento complessivo dei brani.
Questa volta ci troviamo di fronte ad un album incentrato sugli ultimi giorni della vita di Cristo, a questo punto mi viene da pensare che il discusso film "The Passion" di Mel Gibson, abbia in qualche modo influenzato la scelta di questa tematica da parte della band.
Forse non a caso l'album parte proprio con un suggestivo intro atmosferico intitolato proprio "Passion", che si unisce perfettamente al pianoforte con cui parte la title track; sì, avete capito bene, è proprio un piano ad anticipare un riff roccioso, che apre il disco con una cadenza molto energica e debitrice ai Black Sabbath, buono anche il ritornello con la voce rabbiosa di Chris a farla da padrone.
Purtroppo il cd non è tutto su questi livelli e devo dire che nel complesso risulta un po' troppo ripetitivo, anche se altri episodi di rilievo non mancano, tra tutti citerei "Grave in the no man's land", che mi ricorda molto nell'incedere qualcosa dell'ultimo UDO, con uno stacco all'interno che addirittura riporta alla mente qualcosa dei loro conterranei Scorpions, periodo Roth ("Fly to the Rainbow" per intenderci). Altro brano che a mio parere diverrà un cavallo di battaglia, soprattutto in sede live, è la power-song "Divided Cross", che dispone di un riff tanto dinamico quanto solenne da far impazzire al primo ascolto. Anche la decima traccia "Black Widows" si ritaglia un posto in questa speciale lista, grazie ad un ritornello che più "Grave Digger" non si può e un assolo di maideniana memoria, veramente molto piacevole. Un discorso a parte va fatto per la ballata conclusiva "Always and Eternally" che risulta molto apprezzabile grazie ad un arrangiamento raffinato giocato sul contrasto tra la grezza voce di Chris e l'arpeggiato pulito del piano e poi della chitarra. La distorsione delle chitarre entra solamente nell'accompagnamento al ritornello e la conclusione è affidata nuovamente al pianoforte.
Per concludere ci troviamo ad un album che farà felici i più fedeli accoliti della band, ma che presenta solo alcuni gioielli. Un album che vive di episodi, troppo poco per poter conquistare nuovi fans.
Alessandro "MetalAlex" Bonfà