Brani:
01 Secrets
02 Blood Bound
03 Fury of the wild
04 Hammer of Justice
05 Never, never
06 Born to Rule
07 The Templar Flame
08 Imperial
09 Take The Black
10 Knights of the 21st Century

Musicisti:
Joacim Cans - vocals
Oscar Dronjak - guitar
Stefan Elmgren - guitar
Magnus Rosen - bass
Anders Johansson - drums
HammerFall
Unbent, Unbowed, Unbroken
2005, Nuclear Blast

Nuovo lavoro per quella che è stata una delle band simbolo della rinascita di interesse per le sonorità Metal ottantiane, soprattutto se ci riferiamo al loro ottimo disco d'esordio "Glory to the Brave" (1997).
Sono arrivati al loro 5° album studio in meno di 8 anni e, considerando la progressiva perdita di ispirazione del materiale proposto, avrei preferito meno releases, accompagnate da una maggiore qualità delle composizioni.
Se avete amato il precedente "Crimson Thunder", quindi, fermatevi pure qui a leggere e andate a procurarvi questo cd, ma, se, come me, di quel lavoro avete apprezzato solo alcuni sporadici brani allora, avrete già capito che questo V° capitolo degli svedesi non è stato capace di entusiasmarmi come speravo.
Dicendola tutta ci troviamo di fronte ad un album ottimamente prodotto (sentite la batteria e il suono delle chitarre) e ben suonato, ma con il difetto di risultare un po' troppo "costruito" senza la giusta "verve", che è alla base di ogni album Heavy Metal che si rispetti.
Nonostante ciò non mancano alcuni brani di indubbio interesse a cominciare dall'opener "Secrets", che nel ritornello rimanda alla memoria qualcosa dei Gamma Ray, meno attraente il primo singolo scelto "Blood Bound", hit a mio avviso troppo prevedibile per risultare interessante. Finalmente con il terzo brano ci troviamo di fronte al primo esempio, veramente degno della fama del gruppo, "Fury of the Wild" si apre con un riff acceptiano ed è dotata di un ritornello incalzante veramente riuscito. "Never, never", può piacervi, soprattutto se avete amato le altre ballads scritte sino ad ora dal gruppo, altri brani consigliati sono: "The Templar Flame", che si apre con un breve, ma efficace, riff di chitarra molto "cantabile" che viene ripreso poi nella melodia vocale del ritornello e che ricorda molto quello del brano "Touch of Evil", dei Judas Priest (del leggendario album "Painkiller"); la successiva "Imperial" è un brano di chitarra acustica strumentale, che nella sua semplicità risulta estremamente gradevole ed emozionante.
Nel complesso ci troviamo di fronte ad un album bello a metà (5 brani sui 10 totali), dagli Hammerfall mi aspetto di più. Una nota di demerito in particolare va alla conclusiva "Knights …" che dal minutaggio (12.19) mi aveva fatto sperare in una suite Metal articolata e tutta da scoprire, invece risulta essere uno dei brani più noiosi e scontati mai scritti dal gruppo.

Alessandro “MetalAlex” Bonfà