| House of Lords
World Upside Down
Frontiers Records
www.frontiers.it
Secondo capitolo della nuova avventura degli House Of Lords Di
Gregg Giuffria and company.
Anche se in questo nuovo lavoro il mitico tastierista degli Angel
ha svolto un lavoro marginale,si possono notare molti miglioramenti
rispetto al precedente come back intitolato “The power &
the myth”sempre sotto egida Frontiers(li possino NDR).
Da notare subito che all’interno della formazione sono stati
inseriti alcun nuovi elementi che hanno contribuito in modo preponderante
alla buona riuscita di questo capitolo discografico,e che vanno
a sostituire la mitica triade(NO JUVE RELATION)formata da Ken Mary,Chuck
Wright,e Lanny Cordola, e cioè Jimi Bell alla chitarra B.J.Zampa
alla batteria che tradisce origini italiane,r e Jeff kent alle tastiere.
Indubbiamente rispetto al precedente lavoro qui le cose funzionano
meglio anche per il fatto che i nuovi membri hanno saputo portare
all’interno del gruppo un ventata di freschezza che ha indubbiamente
giovato sia in fase di songwriting che durante le registrazioni
effettive.
Da registrare un ennesima prova maiuscola da parte di James Christian
alla voce,che dimostra attualmente di essere uno dei migliori performer
a livello mondiale.
Non si può fare a meno di sottolineare di come in questo
album la produzione sia uno degli aspetti più importanti,ed
alla quale è sta data la giusta enfasi e che contribuisce
non poco al risultato finale,quindi si potrà ascoltare come
dele resto era prevedibile grandi riff di chitarra messi in opera
dal bravo Jimi Bell, per niente intimitido dal difficile compito
di sostituire un mostro vivente come Lanny Cordola.
Non solo questo,anche la rentree in grande stile di Gregg Giuffria
per il suo World Upsiode down,soprattutto per quanto riguarda il
magnifico tappeto sonoro che fornisce in questo cd, impreziosisce
ancor di più un lavoro già di per se gratificante
all’ascolto.
Tra gli episodi migliori del cd voglio segnalarvi These are time”introdotta
da un grande coro che apre ad un riff di chitarra assolutamente
killer, e Field Of Shattered Dreams,ballata dall’ampio respiro
introdotta da un bellissimo assolo di chitarra acustico (il brano
ricorda alcune ballate de grande Brian Adams specialista in questo
tipo di brani,ma il paragone è assolutamente giustificato
dalla sottile somiglianza delle due voci roche e graffianti al punto
giusto)ma si potrebbe andare avanti a sottolineare la bontà
di questo disco che qui è profusa in abboddanza,quindi se
avete sentito la mancanza degli House Of Lords veri malgrado il
ritorno ufficiale ma insuffciente di “The Power Of Myth”in
questo caso sarete accontentati,e allora cosa aspettate entrate
pure nella casa dei Lords.
Stefano Bonelli
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