ICED EARTH
The Glorius Burden
SPV -2004
Eccoci finalmente davanti al nuovo album degli Iced Earth che dopo l'uscita del singolo "The Reckoning" (recensito precedentemente sempre su queste pagine virtuali) mi avevano fatto ben sperare.
Dico sin da subito che le mie alte aspettative non sono rimaste deluse, infatti, pur non trovandoci di fronte ad un capolavoro, il cd propone un ottimo Heavy Metal con molti riferimenti alle due colonne Iron Maiden & Judas Priest (non solo per la presenza degli ottimi vocalizzi di Tim "Ripper" Owens). La produzione poi è stupenda con delle sonorità molto calde grazie anche alla scelta di suoni di batteria veri (alla faccia dei trigger imperanti, soprattutto nel Power Metal) e comunque con tutti gli strumenti che si sentono alla perfezione. La scelta di Tim Owens come cantante risulta essere fondamentale nel nuovo sound del gruppo americano, infatti le linee vocali sono molto più tecniche e l'ex Judas Priest sembra scaricare in questo lavoro tutta la rabbia generata dall'esclusione da combo inglese mostrando una classe veramente invidiabile. L'artwork è eccellente con un libretto veramente degno e pieno di immagini che non avrebbero sfigurato in copertina; il leader Jon Schaffer in queste pagine spiega il suo amore per la storia ed infatti quasi tutti i testi sono ispirati ad eventi realmente accaduti più o meno recenti.
Tornando alla produzione curata da Jim Morris e dallo stesso Schaffer , eccellente è il lavoro nell'epica e ispirata suite "GETTYSBURG (1863)", di 30 e più minuti (divisi in tre tracce o sarebbe meglio dire movimenti), dove è presente l'Orchestra Filarmonica di Praga ad accompagnare il gruppo. Orchestra di Praga che è ormai "specializzata" in questo genere di esperienze in quanto aveva già collaborato in ben 3 lavori dei RAGE.
Da segnalare la presenza di molti ospiti tra cui spicca il nome del guitar-hero Ralph Santolla (già nei Millennium) che cura le parti solistiche di ben 4 brani tra cui l'energica opener "Declaration Day".
Per me"The Glorius Burden" si prospetta come uno dei migliori album Heavy Metal dell'anno.
Alessandro “MetalAlex” Bonfà