| Iron Maiden
Dance of Death
EMI
Uno dei dischi più attesi dell’anno in corso era questo “Dance
of Death”ultima fatica dei gloriosi Ironmaiden,dopo i fallimenti
dei Metallica e dei Deep Purple, (non a livello di vendita) ero
abbastanza timoroso nel dover ascoltare un nuovo lavoro degli Iron
ma debbo ricredermi, anche perché il nuovo disco mantiene alto lo
standard dei sei inglesi,anche se non tutto funziona a dovere in
quanto nel disco non mancano i momenti diciamo così più bassi del
disco.Intanto c’è da dire che da quando Adrian Smith è tornato in
pianta stabile nel gruppo, il suono si è fatto assai più compatto
e omogeneo ed era l’ultimo anello di congiunzione tra il passato
e il presente. Nel disco ci sono anche dei richiami addirittura
a Sign of the Cross (Lord of the flys) con la chitarra di Janick
Gers che sembra imitare Angus Young nel brano “Gates of tomorrow”comunque
un degli episodi migliori del disco assieme a “No more lies” con
Bruce dickinson veramente sugli scudi,ma è in brani come la title
track che si sente il vero trademark della band,e che fanno grandi
gli Iromaiden, un altro episodio meraviglioso è senza dubbio “Paschendale”
mentre “Wildest Dreams” ha avuto l’ingrato compito di aprire la
danze della morte,ed inoltre è stato come primo singolo risulta
essere il brano forse più debole dell’ intero nuovo set di brani.Se
non altro il nuovo disco ci fa capire come si possa mantenere integro
dopo 20 anni il suono di un gruppo, e farci toccare con mano l’onestà
artistica degli Ironmaiden.
Stefano Bonelli
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