Jon Oliva's Pain
Tage Mahal
Spv, 2004
Un lavoro atteso e tuttavia con caratteristiche
inaspettate questo side project di Jon Oliva;
alcuni dei 13 brani proposti potranno certamente
"commuovere" i fan dei Savatage (notare i versi
di "People Say") oppure "galvanizzare" gli
appassionati di metal, ma di sicuro questo disco
non può sfuggire.
Nonostante la composizione sia curata dal solo
Oliva, il groove posseduto dai brani è notevole
come anche il gusto e la perizia mostrati nell'
esecuzione dai musicisti coinvolti (che sono di
consumata esperienza).
Ciò che colpisce ad un primo ascolto dei circa 63
min. di musica (ottimamente prodotti) del cd è in
primo luogo la freschezza e la dinamica con cui
Oliva compone i pezzi, pur affidandosi ad un songwriting
ampiamente testato e "consumato" nella ormai veneranda
carriera trascorsa con la band dei Savatage; poi la
compattezza risultante e la varietà dei contenuti:
sebbene il sound del lavoro sia "inevitabilmente"
molto Savatage, i brani proposti non solo non hanno
nulla da invidiare ai rispettivi "colleghi", ma grazie
alle sperimentazioni presenti li trascendono
(si noti ad esempio la diversa costruzione delle linee
vocali, con l'uso di più voci nelle strofe ed un'unica
voce nei cori, oppure la varietà di suoni adottati).
Gli ascolti successivi evidenziano le diverse atmosfere
presenti (si spazia dai momenti solenni a quelli
più malinconici con naturalezza), gli ottimi arrangiamenti
e qualche sbavatura...
Marco Iacobelli