| Kaledon
Legend Of The Forgotten Reign Chapter 4
Twilight Of The Gods
Universal Metal Production
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E così la saga Kaledoniana giunge al quarto capitolo.
Bisogna dire che malgrado si narri sempre la stessa storia che si
dipanerà di volta in volta fino ad altri due album, questo
percorso ha portato al gruppo capitolino una notevole crescita in
termini di maturità artistica e di consapevolezza dei propri
mezzi.
Quello che contraddistingue questo nuovo lavoro dai suoi precedenti
è ancora una volta l’ottima produzione che migliora
di album in album che valorizza al massimo gli sforzi creativi sin
qui perpetrati.
Ascoltando Chapter 4 l’elemento che spicca più di ogni
altro è il grande lavoro che ha svolto uno dei batteristi
più bravi che abbiamo in Italia e forse in europa cioè
David Folchitto vero e proprio metronomo umano preciso e potente
come pochi si possono scomodare nomi come Tommy Aldrige Nigel Glocker
o la piovra Jorge Micheal che “rubò” il posto
al nostro folchitto,Dave Lombardo o addirittura il grande Paul Bostaph.
Ma non è solo lui ad essere importante,perché ormai
il gruppo in questione ha raggiunto un compatezza tale da garantire
ogni volta delle performance di ottimo livello soprattutto in sede
live e brani che loro compongono dal vivo rendono ancora meglio.
Comunque questo discorso non mi esime dal proporvi anche l’ottima
prova di Claudio Conti che dopo Fabio Lione è a mio avviso
uno dei singer migliori in Italia e all’estero.
La musica dei romani è riconducile ad un power metal di ottima
fattura,tanto che possiamo affermare che i Kaledon ne siano la migliore
espressione assieme ai soliti noti Vision Divine, Domine, Rhapsody,
e a livello internazionale citerei gli Stratovarius (quelli di Vision
ovviamente),dei quali soprattutto Alex Mele il chitarrista della
band ne è grande estimatore.
Per i brani ho fatto una scelta diametralmente opposta, infatti
uno è forse l’episodio migliore del disco e cioè
“Clash Of the Titans”senza mezzi termini un attacco
frontale alle coronarie, e un brano che è da considerarsi
una ripresa “Goodbye My Friend” di un tema sin troppo
sfruttato nel campo metal stiamo parlando della famosa aria sulla
quarta corda di Bach,dove comunque è stata inserita la parte
vocale eseguita alla grandissima da Claudio Conti, motivo di tale
scelta a detta di del nostro buon Alex Mele è stata dettata
da un esigenza particolare,in quanto in quel frangente si racconta
il funerale del re, e alla band è sembrata la soluzione più
ovvia per l’andamento dinamico del brano originale.
In pratica questi due brani rispecchiano in via generale tutti gli
aspetti questo disco che ora diventa potente e trascinante per poi
diventare malinconico e struggente,non vi rimane altro che una cosa
da fare andare ad acquistare questo di imminente uscita e lasciarvi
soggiogare dalla sage dei Kaledon.
Stefano Bonelli
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