Brani:
01 In the time
02 Shadow of Azrael
03 Black sun
04 The Abduction
05 Sad destiny
06 Valley of the death
07 Revelation
08 Escape from the jail
09 Home
10 The new kingdom
11 New soldiers for a new army
12 Revenge
13 A frozen down
14 The second fall
Musicisti:
Alex Mele Lead rhythm guitar e vocals
Claudio Conti Lead Vocals
Daniele Fuligni Keyboards
David Folchitto Drums
Paolo Lezziroli Bass guitar
Tommy Nemesio Lead rhythm guitar
Guest musicians :
Stefano Droetto (Highlord) solo guitar in
Shadow of Azrael The Abduction Escape From Jail
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Kaledon
Legend of the forgotten reign
Chapter II The king’s rescue
-Steelborn Records-
Ho ascoltato per caso (devo essere onesto)alcuni mp3 di questa giovane band romana i Kaledon ed essendo rimasto colpito da alcuni aspetti della musica dei cinque ho chiesto loro la possibilità di poter ascoltare il loro cd presto accontentato,il disco che in ordine cronologico è il secondo per loro dopo svariati demo e alcune partecipazioni a tributi vari per esempio quello dei Manowar e quello degli Stratovarious che uscirà a breve.Non a caso ho citato gli Stratovarious perché infatti l’influenza del gruppo svedese appare lampante,il fatto positivo è che i Kaledon pur avendo questo “fardello” da dover sopportare riescono tuttavia ad essere personali nella loro proposta.Il disco in questione è la seconda parte di una saga che racconta la storia del regno di kaledon ambientata nell’anno 1376 nel pieno periodo medievale inglese,cmq non è questa la sede per raccontare tutta la storia. Questo secondo capitolo vede anche la partecipazione del chitarrista degli Highlord Stefano Droetto che offre la sua chitarra in ben tre brani;fin dal primo brano si viene trasportati in una atmosfera epica che permette di far vivere in prima persona l’avventura in questione l’ascoltatore,merito questo dell’ottima produzione che vanta questo lavoro assolutamente degno di nota forse avrei da ridire qualcosa per quanto riguarda il cantante Claudio Conti il quale pur possedendo una buona voce alla fine risulta essere un po’ troppo monocorde fattore questo che potrebbe forse annoiare chi ascolta il disco, non me ne voglia il buon Claudio ma questo è solo il classico pelo nell’ uovo che noi recensori andiamo cercando ,e siccome credo che il discosta un buon disco alla fine prevarrà nei metallari doc la voglia di divertirsi e basta ascoltando la musica dei Kaledon, detto questo non mi sembra ci sia altro da dire non estrapolo alcun brano dall’intero contesto perché essendo un concepì album correrei il rischio di sminuire un lavoro altrimenti di buona fattura.
Stefano Bonelli
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