Kamelot
The Black Halo
Spv /Steamhammer, 2005
Nuovo e sorprendente lavoro per I Kamelot I quali dimostrano di aver avuto una crescita a livello esponenziale sopratutto a livello artistico, ma anche come songwriting, un altro particolare che salta subito alle orecchie è anche la voce di Khan, secondo me responsabile principale di questa crescita della band americana .
Un grosso merito di tutto questo ciò va senza dubbio anche alla stratosferica produzione che conferisce a questo lavoro un suono potente ed aggressivo come non mai, "The Black Halo" prosegue il discorso intrapreso con il precedente album "Epica" avendo al suo interno le stesse prerogative del suo predecessore e quindi chitarre dal suono potente grandi cori e le orchestrazioni maestose danno al suono generale un atmosfera teatrale che ben si addice al combo californiano, premettendo che Roy Khan è scandinavo.
È anche fuori dubbio che una delle più grosse influenze della band è e rimarrà quella dei Queensryche.
Particolare questo che si evince non solo a livello musicale ma soprattutto dalla stupenda voce e dalle linee vocali in generale di Roy Khan che in questa sede sciorina brano dopo brano una performance assolutamente sopra le righe.
Volevo segnalarvi inoltre una traccia dove sono presenti alcuni momenti interpretati in italiano e che da prender come un omaggio di stima della band al nostro paese e cioè " Interlude II Un Assassinio Molto Silenzioso".
Quindi terminando questo discorso se avete apprezzato i precedenti lavori dei Kamelot non rimarrete delusi nemmeno da "The Black Halo", grande disco.
Stefano Bonelli