Brani:
01 Gotta Move Now
02 Hang 'Em High
03 Crows Of Moscow
04 Time To Realign
05 Silhouette Paintings.
06 With The Sun In Mind.
07 King Of Nothing.
08 Borrowed Time
09 Connecting Pain
10 Watch The Dragon Fly
11 Inhaling The Silence
Musicisti:
Lenny Wolf Voice All Instruments
Eric Foerster Lead Guitars
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Kingdome Come
Perpetual
UlfTone Music
E così il buon Lenny Wolf ritorna in pista.E già il cantante tedesco che ebbe molta fortuna con i Kingdom Come è ritornato tra noi con un album che sarebbe da considerare più un album da sosia che dei Kingdom Come stessi, infatti all'album partecipa oltre a Lenny che suona tutti gli strumenti solamente il chitarrista Eric Foerster il quale contribuisce con i suoi riff dark alla buona riuscita di questo lavoro che ci riporta alla mente gli esordi di Lenny e tutte le vicissitudini a cui andò incontro.Se vi ricordate infatti all'epoca dell'uscita del primo dei Kindom Come ci fù una sollevazione sia della critica che del pubblico che accusarono Lenny e soci di plagio per via della forte somiglianza della voce di Wolf a quella di Robert Plant ma non solo quello infatti tutto il disco d'esordio era come una sorta di grosso tributo ai Led Zeppelin che più di tributo era più che altro un plagio appunto e la cosa fece storcere il naso anche a Ozzy Osbourne e Gary Moore i quali pensarono di prendere in giro il gruppo tedesco con un brano che racchiudeva in se tutto il putiferio che aveva suscitato tale operazione ed il risultato fu il brano intitolato "Led Clones".Da allora è passato parecchio tempo il nostro Lenny Wolf ci riprova mantendo quei standard dando però alla sua ultima fatica una spinta più darkeggiante alla musica che rimane sempre affascinante da ascoltare ,anche perché intendiamoci l'artista possiede comunque una bellissima voce e non è certo da considerarsi uno sprovveduto anzi.questo però non deve farvi pensare che il disco sia da buttare via perché se così fosse allora sprechereste l'occasione di ascoltare un disco che si rivolge ad um target particolare ma il solo fatto di ascoltarlo potrebbe farvi venire voglia di fare delle ricerche storiche ovviamente sonore nella storia dell'hardrock anni settanta.
Stefano Bonelli
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