VV.AA. Lelahel Metal Vol. 1
The Total Sound of the Underground
Cosa colpisce in questa compilation di metal estremo apparentemente simile a mille altre? Un particolare che rischia di passare inosservato: la produzione. Insolitamente algerina. Solletica la nostra curiosità e lascia spazio a voli pindarici d'immaginazione il dato ormai di fatto della graduale diffusione del metal in Paesi insospettabili, probabilmente come conseguenza della loro apertura alla cultura ed ai costumi europei.
Questo discorso resta valido anche se i gruppi arabi rappresentati in questo CD sono in netta minoranza rispetto a quelli europei -mi riferisco agli algerini Litham ed ai libanesi Kaoteon, tra i due senza dubbio i migliori-; se esiste una label che porta avanti un progetto così ambizioso -si ripropongono di pubblicare anche il secondo volume della compilation e ci auguriamo vivamente che fortuna e caparbietà consentano loro la realizzazione di questo progetto-, deve evidentemente esistere un mercato che, se non lo è al momento, si presagisce prospero.
Ma veniamo alle band e alla loro musica. La maggior parte di esse si attesta su livelli discreti ma anonimi, mentre spiccano per qualità e intensità espressiva i Cirith Gorgor olandesi che ricordano i vecchi And Oceans, i tedeschi Dead Emotion, potenti e precisi come un'acciaieria della Ruhr ed i francesi Horresco Referens, violentissimi, che possono vantare una produzione di ottimo livello. Vagamente fuori contesto i nostri compatrioti Rain ed i francesi Moonstone, entrambi dediti al classic metal, con i Rain che hanno senza alcun dubbio una marcia in più -il singer ha eccezionali doti vocali- e sembrano essere gli unici tra i gruppi della compilation ad avere concrete possibilità di uscire dall'underground.
RosaVelata