| Linear Sphere
Reality Dysfunction
Linear Sphere Records
www.linearsphere.com
Questo gruppo unisce con indubbia efficacia il Progressive al
Metal estremo: riff pesanti e groovy articolati in complesse strutture
ed arricchiti da pregiati fraseggi solisti che spesso sfociano in
atmosferiche aperture melodiche.
Anche la registrazione risulta di pregio, mentre il sound appare
di notevole modernità anche grazie alla sapiente ed accurata
scelta degli effetti.
Tutti i musicisti dimostrano di avere un’indiscutibile preparazione
tecnica: alcuni momenti chitarristici sono davvero belli, ben concepiti
ed eseguiti; anche la sezione ritmica merita i nostri elogi più
spassionati. Il cantante cerca di destreggiarsi tra cantato melodico
ed aggressivo, non sempre con egregi risultati; numerose sono le
parti recitate che vengono inserite nel tentativo di dare varietà
al cantato che purtroppo continua a risentire di quello che ci sembra
essere uno dei peggiori difetti dell’album, la verbosità
dei testi, la loro prolissità.
I brani sono infatti mediamente piuttosto lunghi ed assai complessi:
l’immediata fruibilità è un concetto bandito
per principio dalla loro concezione di arte. Ci sembra anzi che
la complessità compositiva spinta fino alle sue estreme conseguenze
sia una scelta programmatica ben precisa e che a temperarla ci sia
solo il ricorso ai suoni violenti ed incoercibili del Death Metal.
L’album mostra di avere un’atmosfera coerente, una coesione
stilistica che lo fa sembrare quasi un concept. Citiamo alcuni fra
i brani a nostro giudizio meglio riusciti: “Life of Gear”,
che spezza il wall of sound rivelandosi un lento (non una ballad
melodica, resta sempre e comunque cervellotico!!), di grande intensità
costruito sapientemente sul lavoro delle chitarre acustiche senza
alcun cedimento alle tentazioni Seventies; e la suite in quattro
tempi “From Space to Time” che rappresenta il climax,
lo Zenith dell’album, la summa di tutte le capacità
musicali della band.
Il problema di questo pur qualitativamente valido lavoro è
che rischia di essere interessante solo per i maniaci del fraseggio,
mentre per un ascoltatore dagli interessi più vari può
risultare davvero ostico. |