| Liv Kristine
Enter My Religion
Roadrunner records
www.livkristine.de
Dall’abbandono dei Theatre of Tragedy la brava e bella Liv
Kristine in Krull ci sta letteralmente sommergendo di novità
discografiche: partecipazioni a dischi altrui (già si preannuncia
il bis con i Cradle of Filth), album dei Leave’s Eyes ed ora
questo disco solista! Una stakanovista, non c’è che
dire!!
Lungi da noi la sadica ambizione di fare gli uccelli del malaugurio,
ma è unanimemente riconosciuto il fatto che spesso la quantità
vada a detrimento della qualità e nel caso di questo album
il suddetto adagio non è purtroppo smentito.
L’accoppiata Kristine/Krull opta infatti per un disco pop:
avete capito bene, il CD non è Gothic con influenze pop,
ma pop tout-court! È doveroso precisarlo, soprattutto per
gli amanti del Gothic Metal che non troveranno pane per i loro denti,
anzi correranno addirittura il rischio di morire d’inedia!
La scelta pop non implica necessariamente che un album sia di scarsa
qualità: vi sono grandi autori ed interpreti, prima fra tutte
l’immarcescibile Miss Ciccone, che danno lustro al genere,
ma “Enter My Religion” manca di quella caratteristica
fondamentale che fa la differenza tra un pezzo pop che tutti canticchiano
sul momento e ricordano dopo anni ed un brano che la memoria umana
cestinerà un nanosecondo dopo averlo ascoltato: l’intensità
emotiva.
La maggior parte dei brani è infatti costruita su melodie
zuccherose e scialbe; non tutti sono privi di valore, certo: “Fake
a Smile”, ad esempio, ha una certa carica emotiva di matrice
romantica, mentre richiami etnici impreziosiscono “My Revelation”;
anche “Trapped in your Labyrinth” si rivela dinamica
e ben strutturata, con un refrain particolarmente riuscito.
C’è inoltre da notare come nell’intero album
si faccia largo uso di strumenti quali chitarre acustiche, archi
e del pianoforte che spesso contribuiscono a creare suadenti atmosfere
celtiche, ma che in altri casi, soprattutto quando è la chitarra
solista ad intonare una melodia, sembrano essere inseriti un po’
a sproposito.
Questo “retrogusto” celtico è in definitiva ciò
che caratterizza il CD di Liv rispetto ai lavori delle più
quotate e telegeniche colleghe.
Concludendo, possiamo dare due consigli spassionati ai nostri lettori:
se avete intenzione di comprare un disco pop, ce ne sono sicuramente
di migliori in commercio, anche se noi non siamo in grado di consigliarvi
al riguardo perché sconfineremmo in un universo a noi alieno;
se invece desiderate acquistare “Enter My Religion”
perché nutrite la succulenta aspettativa di ascoltare del
Gothic Metal di qualità, risparmiate il vostro denaro per
altri album che meritano davvero la spesa.
RosaVelata |