Mantra
Hard Times
Horus Music / Audioglobe, 2004
I Mantra, band italiana di hard rock, tornano in pista con questo secondo disco intitolato "Hard Times" e lo fanno davvero alla grande! Signori, siamo di fronte ad un disco di puro hard rock settantiano, ma ancora attuale, composto, arrangiato e suonato come si deve, pieno di energia e di ottimi arrangiamenti. Il sound generale è fortemente intriso di quel feel profondamente zeppeliniano. Sembra di sentire i Led Zeppelin nel 2004! Nonostante l'amore che indiscutibilmente i Mantra dimostrano per i Led Zeppelin, i nostri riescono comunque ad elaborare una proposta propria, originale. Le chitarre di Gianluca Galli ricordano nel tocco e negli arrangiamenti quelle del grande Page; oppure la voce di Jacopo Meille spesso fa il verso a quella di Plant. Detto questo, l'hard rock dei Mantra riesce ad unire in maniera encomiabile il sound settantiano con una produzione ed un sound generale molto moderno.
Il disco scorre tranquillamente…l'ascolto non risulta mai pesante: si passa da momenti tipicamente hard rock ("Dark Rising"; "Red Oak Wood"; "Sandcake"; "The Big Wave"; "Kick My Mind"; Crocodiles; King Of Dreamers; Endless Circle) a momenti in cui il bravo Gianluca Galli riesce a riportarci in quei territori musicali attraversati dalla mente di Page con la sua chitarra acustica. E' il caso della canzone "Memory Song", un gioiellino di sensazioni delicate accompagnate sugli arrangiamenti di una chitarra acustica e sulla calda voce di Meille; o anche di "The Normal Thing", un pezzo acustico dal sapore 'Delta blues'. Il disco si conclude con la sognante ed 'epica' "After The War", dove le chitarre acustiche si intrecciano su un tappeto di tastiere intenso.
In conclusione, questo "Hard Times" si conferma come un disco ottimo, suonato da musicisti preparati ed ispirati, con canzoni mature ed energiche. Sicuramente questo disco, come il suono generale dei Mantra, appare come un qualcosa di diverso ma di confortante in un panorama musicale spesso dominato da proposte che mostrano una palese mancanza di idee e che finiscono solo per rincorrere le mode di un certo metal…Quindi ben vengano dischi come questo. Mi raccomando….fatelo vostro!!
Bruno Cavicchini