Markonee
The Spirit Of Radio
Sonic Robots
www.markonee.com
Intro.dal sito
"The Spirit of Radio" è un album (CD+Vinile) di
ROCK allo stato puro: duro e tagliente nella sostanza, ma anche
intimo e melodico quanto basta, per non creare danni permanenti
all’udito.
L'album s’insinua sornione nella ormai desueta tradizione
dei "concept" album di una volta, raccontandoci la vita
e l’arte di Guglielmo Marconi, prendendo spunto e passione
dai luoghi deputati ai primi esperimenti dello scienziato bolognese
(Pontecchio Marconi-Bologna), traendo linfa vitale dalle sue geniali
e prestigiose intuizioni, ma soprattutto abbeverandosi al Moloch
della sua più importante invenzione, la Radio, i cui riflessi
e le cui implicazioni sociali hanno accompagnato e trasformato la
società moderna.
Rec.Stefano Bonelli
Finalmente c’è qualcuno in Italia che si prende la
briga dio fare un concept;e si perché almeno per quanto mi
riguarda finora non mi era mai capitato di affrontare una recensione
di un gruppo alle prese con una simile impresa.
Anche perché raccontare la storia di uno scienziato come
Guglielmo Marconi certamente non è facile,e non deve esserlo
stato per nulla per questo intraprendente gruppo.
C’è da dire che Gugliemo Marconi non è nuovo
a coinvolgimenti musicali,infatti in America furono i Tesla (che
presero il loro monicker dallo scienziato Nikola Tesla) per primi
a parlare della controversia intercorsa trai due scienziati accreditati
della creazione della radio (alla cui storia dedicarono anche un
loro cd “Great Radio Controvercy”)ed ancora oggi nessuno
è sicuro a chi appartenga l’invenzione.
Musicalmente parlando i Markoone devono molto ai Tesla e non solo,soprattutto
per quanto riguarda il songwriting è influenzato da un certo
modo di scrivere molto americano,ma anche gli atteggiamenti richiamano
a band come gli Whitesnake del periodo americano senza scordarci
di nominare i Bonjovi.
Detto questo, mi dispiace davvero tanto che il disco non abbia avuto
una produzione ufficiale che avrebbe certamente valorizzato al massimo
un lavoro davvero encomiabile sia per l’impegno profuso che
per la sua realizzazione e solo in alcuni casi l’autoproduzione
ripaga degli sforzi.
Certo il gruppo non è esente da errori e le voci non sempre
sono come dire perfette,ma vivaddio questo è un gruppo che
ha un grande margine di miglioramento,anche perché si sente
che hanno manico e padronanza dei propri mezzi ma cosa importante
grande passione per la musica che fanno, particolare questo non
del tutto trascurabile, che tra l’altro rende un gruppo credibile
agli occhi ed alle orecchie di chi dovesse ascoltarli.
Per quanto riguarda i brani mi è piaciuto molto la conclusiva
“Near The End”una piccola suite divisa in vari momenti
“I Would die for you”da non confondere con Would i Lie
To You di coverdeliana memoria,ma che in realtà si avvicina
e di parecchio a certe cose dei primi Tesla soprattutto per la voce
di Emiliano Gurioli assai simile a quella di Jeff keith,anche Discovery”
non è male,ed un brano che ci riporta ai Whitesnake blues
con quella chitarra slide alla Micky Moody.
Spero che abbiate capito che malgrado la produzione non eccelsa
il gruppo sa farsi valere se speriamo che magari in un futuro molto
prossimo i Markonee sappiano farci ascoltare una volta trovato il
fatidico contratto riascoltare il cd in questione in una veste migliore
e magari anche diso nuovo.
Stefano Bonelli |