Mastermind
Song for the new world
Black-listed
Niente di nuovo sotto il sole dell'occidente. Il paese del Sol Levante continua a sfornare dei cloni dei Loudness, privi di ogni briciolo di originalità e innovazione, impegnati a produrre il solito power/speed metal di matrice anni ottanta.
Andiamo per ordine i Mastermind sono un gruppo giapponese formatosi intorno al 1995 con all'attivo quattro demo, alcune partecipazioni a raccolte pubblicate solo in Giappone e tre dischi ufficiali.
Questo che recensiamo in questa pagina è la riedizione del loro primo disco "Songs for the new world" uscito nel 2000 completamente rimasterizzato, il disco è stato ristampato per dar modo ai loro fans che non conoscevano la loro prima produzione di poter avere questa "gioia" (leggo dal loro sito ufficiale). Personalmente è un operazione che si potevano risparmiare e che avrà sicuramente successo solo in Giappone.
Capiamoci bene, il disco non è brutto ma è tutta musica già sentita e risentita suona come i dischi dei Loudness e dei Vow Wow che andavano di moda negli anni ottanta, Disillusion su tutti. Devo dire che per un fan sfegatato come me dei gruppi giapponesi questo disco è stato una delusione, perché ciò dimostra che i gruppi heavy metal giapponesi non vogliono uscire da i clichè che li hanno resi famosi anche oltre il loro confine cercando di "mungere" fino alla morte questo stile.
Devo dire che ciò sta avendo l'effetto contrario, relegare nuovamente i gruppi giapponesi all'interno del loro paese e questo è un peccato, perché ci sono gruppi tecnicamente preparatissimi (come i Mastermind), con produzioni che in Italia, ma anche negli Stati Uniti, ci sognammo minimamente, che se solo avessero un briciolo di originalità o l'ardire di sperimentare nuove strade sarebbero un fenomeno internazionale senza eguali.
Quindi se siete dei fans ultrasfegatati dei Mastermind compratevi questo disco, altrimenti andatevi a riascoltare Disillusion dei Loudness.
Gianfranco Belisario