Brani:
01. Departure
02. Say your prayer
03. Hold on
04. Wanderer
05. Note of glory
06. The landscape
07. Nothinglasts forever
08. Run for your life
09. To eternity
10. Wanderer (demo)
11. Run for your life (demo)

Musicisti:
Norio Sato - Vocal
Yoshiyuki Watarai - Guitars
Yoshiya Sato - Guitars
Naoyuki Hasegawa - Bass
Shinichi Kojma - Drums

Additional musicians:
Izumi "Izzy" Hayashi - Keyboards
Mikey Shinozuka (Axtion Bitz) - Programing
Mastermind
Song for the new world
Black-listed


Niente di nuovo sotto il sole dell'occidente. Il paese del Sol Levante continua a sfornare dei cloni dei Loudness, privi di ogni briciolo di originalità e innovazione, impegnati a produrre il solito power/speed metal di matrice anni ottanta.
Andiamo per ordine i Mastermind sono un gruppo giapponese formatosi intorno al 1995 con all'attivo quattro demo, alcune partecipazioni a raccolte pubblicate solo in Giappone e tre dischi ufficiali.
Questo che recensiamo in questa pagina è la riedizione del loro primo disco "Songs for the new world" uscito nel 2000 completamente rimasterizzato, il disco è stato ristampato per dar modo ai loro fans che non conoscevano la loro prima produzione di poter avere questa "gioia" (leggo dal loro sito ufficiale). Personalmente è un operazione che si potevano risparmiare e che avrà sicuramente successo solo in Giappone.
Capiamoci bene, il disco non è brutto ma è tutta musica già sentita e risentita suona come i dischi dei Loudness e dei Vow Wow che andavano di moda negli anni ottanta, Disillusion su tutti. Devo dire che per un fan sfegatato come me dei gruppi giapponesi questo disco è stato una delusione, perché ciò dimostra che i gruppi heavy metal giapponesi non vogliono uscire da i clichè che li hanno resi famosi anche oltre il loro confine cercando di "mungere" fino alla morte questo stile.
Devo dire che ciò sta avendo l'effetto contrario, relegare nuovamente i gruppi giapponesi all'interno del loro paese e questo è un peccato, perché ci sono gruppi tecnicamente preparatissimi (come i Mastermind), con produzioni che in Italia, ma anche negli Stati Uniti, ci sognammo minimamente, che se solo avessero un briciolo di originalità o l'ardire di sperimentare nuove strade sarebbero un fenomeno internazionale senza eguali.
Quindi se siete dei fans ultrasfegatati dei Mastermind compratevi questo disco, altrimenti andatevi a riascoltare Disillusion dei Loudness.

Gianfranco Belisario