Brani:
01 Couldn’t have said it better
02 Did I said that
03 Why isn’t that enough
04 Love you out loud
05 Man of steel
intermezzo
01 Testify
02 Tear me down
03 You’re right, I was wrong
04 Because of you
05 Do it!
06 Forever young


Musicisti:
The Band:
Meat Loaf Lead Vocals
Kenny Aronoff Drums
Kasim Sulton Bass Guitar

Guest musicians:
Guitars Tim Pierce Micheal Thompson
Drums John Miceli
Keyboards Tom Brislin Peter Mokran
Percussions Luis Conte
Female Voice Pearl Aday Patti Russo
Choir Arrangements Todd Rundgren
Meat Loaf
Couldn’t Have Said It Better
Polydor


Consiglio veramente a tutti questo stupendo lavoro del redivivo Meat Loaf, se c’è un aggettivo che descrive tutta la musica che c’è in questo direi che Grande!!! È quello giusto,infatti, non si può certo dire che il buon Meat Loaf non sia grande in tutti a partire dalla stazza fino alla sua voce e al suo modo di interpretare le canzoni che qui in questo lavoro sono state scrittre a quattro mani da James Micheal e Nikki Sixx.In america lo sappiamo sono abituati a fare tutto in grande, i disastri sono di dimensioni gigantesche, le autostrade sono immense, e quindi tutta questa grandezza si riflette anche nello spettacolo infatti le produzioni sono dei colossal e le imprese sono spaziali,quindi come avrete capito per entrare nel mondo di Meat Loaf bisogna pensarla alla grande.Questo nuovo disco non è da meno in quanto al concetto di grandezza che ho cercato di esprimere prima a cominciare dagli ospiti che in pratica altro non sono che gli Utopia di Todd Rundgren il quale partecipa egli stesso agli arrangiamenti vocali del brano di apertura che è la title track, ogni disco di meat Loaf è concepito come se fosse la colonna sonora di un film e dischi i due “Bat out from Hell”stanno li a dimostrarlo,la sua voce è veramente qualcosa di straordinario da ascoltare chiaro che il tempo passa per tutti e nemmeno M.L. è scevro dal incedere del tempo e non per niente il brano concluso di questo lavoro si chiama “Forever Young”e cioè la voglia di rimanere giovani per poter fare tutte quelle cose che altrimenti in vecchiaia non si è in grado di fare.Preferisco concludere qui questa recensione anche perché credo che se andassi avanti non la finirei più di tirare fuori tutte le emozioni che ho provato nell’ascoltare questo “Couldn’t Have Said It better”che consegna il GRANDE Meat Loaf alla storia del Rock’N’Roll.

Stefano Bonelli