Brani:
01. Astral Avatar
02. Warrior
03. Pain Crawls In The Night
04. Find Out
05. No One Will Save Yo
06. Meaning Of Light
07. Illuminated (opus one)
08. Meaning Of Light (Reprise)
09. Athena
10. Screaming in the Darkness (European Bonus)
11. Power Strikes The Earth
12. Goddess Of Love And Pain


Musicisti:
Henning Basse (vocals)
Matthias Lange (guitar)
Lars Ratz (bass)
Michael Ehre (drums)
MetaliuM
As One - Chapter Four
2004, ARMAGEDDON


Quarto album e quarto capitolo della saga proposta dai tedesconi MetaliuM, comincio da subito con il precisare che per me l'album precedente della band "Hero Nation" è uno dei più brutti e piatti album della storia del Metal, mi sembra giusto fare questa premessa prima di dire che questo nuovo album presenta un netto miglioramento, ma mi chiedo: " Era possibile peggiorare ?!" Passando alla musica proposta ci troviamo sempre di fronte ad uno power speed molto sparato che rimanda nei migliori casi alla pietra miliare "Walls Of Jericho" dei primi Helloween e nei casi più frequenti ai Primal Fear o anche agli Iron Saviour (solo musicalmente). Il cantante si fa apprezzare ed è di chiara scuola Rob Halford ,con qualche inflessione che mi ricorda anche James Rivera (Hellstar/Destiny's End), ma siamo lontani dalla bravura di un Ralf Scheepers, tanto per nominare il più bravo della scuola citata due righe sopra. E' presente in "Find Out" un duetto con una cantante giapponese, Saeko Kitamae dotata di una buona voce.
Alcuni riff mi sembrano vincenti, ma la costruzione dei pezzi è decisamente come al solito troppo prevedibile, comunque qualche idea buona c'è, la produzione e meno perfetta degli album precedenti e i suoni di batteria risultano meno "bombastici" di quelli usati negli ultimi tempi dalla band. I brani migliori sono "Warrior" che mi ricorda la bella e furiosa "Steel Avenger" del loro secondo cd, altri buoni pezzi di power "sparato" mi sembrano "Athena", "Power Strikes The Earth" e la successiva ""Goddess of love and Pain". Noiosissima invece la prolissa "Illuminated" in cui l'unica nota di rilievo e la parte di moog affidata al grande Don Airey (Rainbow).
Alla fine un album come questo passa velocemente sì ... ma senza lasciare ricordi indelebili, dubito che riesca a coinvolgermi nuovamente in futuro. Da segnalare anche la presenza di un video tratto dal concerto "Wacken Open Air 2003" in questa edizione.

Alessandro "MetalAlex" Bonfà