Mind Gate
Spiral
Lucretia Records, 2005
Il Progressive metal dei Mind Gate ha un tocco decisamente originale ed è reso ancor più efficace da frequenti fughe strumentali tecnicamente ineccepibili, complesse ed elaborate come d'altronde esige la miglior tradizione del Progressive. E sono proprio le parti strumentali a permettere loro di esprimere al massimo le spiccate potenzialità e capacità tecniche di cui sono ampiamente provvisti e di tessere fra loro i molteplici influssi musicali che hanno assorbito nel loro personale percorso artistico. Influenze che vanno dalle ruvide sferzate death metal presenti soprattutto in "Sins of Past" a più melodiche aperture fusion come all'inizio di "Forever Alone", fino alle sonorità d'ispirazione mediorientale dal fascino ipnotico e mesmerico che si materializzano all'improvviso in "Falling Away"; in coda all'ultimo pezzo appare inoltre una singolare ghost track in francese, che ricorda le atmosfere fumose e bohemiennes dei locali parigini degli Anni Cinquanta.
L'unica grave mancanza che imputiamo ai Mind Gate consiste nella scarsa incisività delle linee vocali, che risultano all'ascolto davvero poco ispirate, nonostante la qualità discreta sia della voce solista maschile, sia di quella femminile che a tratti gli si affianca. Un difetto serio, purtroppo macroscopico, che il gruppo dovrà correggere nei suoi prossimi album: siamo convinti che abbia tutte le capacità per farlo, potendo peraltro contare su una base strumentale solida e poliedrica.
RosaVelata