Brani:
1. Black Rain
2. Hydrophobia
3. Invitation Time
4. The Miracle Dancer
5. Among The Gods
6. New World Symphony
7. Ship Of Fools
8. Seven Seas
9. Meet You In Heaven
10. Arabia


Musicisti:
Klaus Dirks (vocals),
Matthias Mineur (guitar),
Oliver Fuhlhage (guitar),
Torsten Plorin (bass),
Arved Mannott (drums)
MOB RULES
Amog The Gods
Spv, 2004

Quarto album in uscita per Mob Rules, che a parte una produzione migliore del disco precedente, non ci riserva grosse sorprese. La ricetta proposta è sempre la stessa, un buon power metal molto helloweeniano, con costanti richiami anche all'Heavy più classico e al progetto "Masterplan" di R. Grapow, che tra l'altro è nuovamente presente in questo cd come ospite (nella lunga title-track) dopo aver suonato dei solos, anche nel penultimo album di questo gruppo tedesco.
Il cd si lascia ascoltare con grande piacevolezza, ma, nonostante qualche ottimo brano, si sente da subito che non ci troviamo di fronte ad un capolavoro, non è certo l'originalità che cerco in un album del genere, ma alcune volte i brani risultano "troppo perfetti" non riuscendo a coinvolgermi pienamente.
L'album precedente "Hollowed Be Thy Name" risultava nel complesso più fresco, anche se, forse ancora meno vario di questo ultimo lavoro; certo che quattro album in soli cinque anni sono davvero troppi per non evitare di ripetersi, anche per un gruppo con ottime potenzialità come i nostri Mob Rules.
Comunque, a parte queste considerazioni critiche, penso, che "Black Rain", la successiva "Hydrophobia", la più complessa "Amog The Gods" e la sognante ed epica "New World Symphony" siano, brani capaci di fare breccia nel cuore di molti power metallers.
Fondamentali, in tutto l'album, gli arrangiamenti di tastiera, capaci sia di amalgamare al meglio le sonorità degli altri strumenti sia di fornire ottimi tappeti che rendono questo lavoro abbastanza sinfonico.
Chi li conosce sa cosa aspettarsi, a chi non li ha mai sentiti consiglierei prima di ascoltare l'album precedente.

Alessandro "Metal Alex" Bonfà