Brani:
01 In Memoriam (intro)
02 Finisterra
03 Memento Mori
04 Sons of Earth
05 Blood Tells!
06 Upon the Blood of Men
07 At the Image of Pain
08 Sanguine
09 Proliferation
010 Once It Was Ours!
011 Mare Nostrum
012 Luna
013 Best Forgotten

Musicisti:
Fernando Ribeiro: vocals
Mike Gaspar: drums
Pedro Paixão: guitar/keys
Ricardo Amorim: guitar/keys

Moonspell
Memorial
Steamhammer
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Ci ritroviamo tra le mani la copia promozionale del nuovo album dei Moonspell, la cui uscita sul mercato internazionale è prevista per la fine di Aprile. Proprio a causa delle alterne sorti cui il gruppo è andato incontro nella sua ormai più che decennale carriera, ci predisponiamo all’ascolto con una certa aspettativa, non scevra di emozione: se è vero infatti che negli Anni Novanta i Moonspell si sono resi memorabili con alcuni album di rara bellezza, è purtroppo altrettanto incontrovertibile che siano andati lentamente perdendo l’ispirazione fino all’album precedente a questo, “The Antidote”, che è parso mostrare qualche lieve segno di ripresa. Il nostro stato d’animo è pertanto giustificabile: qui c’è da valutare se la ripresa si consoliderà o se invece si apriranno per i nostri le cataratte dell’abisso!
Dopo una breve intro parte il primo pezzo, “Finisterra”, pesante e diretto, assolutamente privo di concessioni melodiche. Segue “Memento Mori”, anch’esso duro e possente, e teso a ridurre al minimo le lascive, tenebrose parti melodiche che invece avevano caratterizzato il sound dei tempi migliori. Ma un cambiamento di stile non sempre viene per nuocere, anzi, e noi lo guardiamo di buon occhio e proseguiamo indefessi l’ascolto. E restiamo sorpresi ed entusiasti della voce di Fernando, sporca, quasi gutturale eppure deflagrante nella sua innata potenza, come pure delle intatte doti musicali degli altri componenti la band.
“Sons of Earth” è un breve e vario intermezzo musicale che ci conduce a “Blood Tells!”, goticamente epica, finalmente emozione allo stato puro! Anche la successiva “Upon The Blood of Men” ha un’intensa carica emotiva, dovuta senza dubbio alla scelta da parte dei nostri di una formula musicale complessa ed innovativa che alla robustezza dei primi brani combina una sinfonica teatralità. “At the Image of Pain” si caratterizza per la teatralità del cantato, mentre “Sanguine”, forse il più bel pezzo del CD, mostra venature di Horror Metal che si dipanano con eleganza su una trama di base costituita dalla classica modulazione di arpeggi, inconfondibile sigla dei Moonspell fin dagli albori della loro produzione artistica. “Once It Was Ours!” vive di forti contrasti, mentre “Mare Nostrum” è un pezzo strumentale di grande pregio che ci trasmette con efficacia l’emozione di chi vive al cospetto dell’immenso Oceano Atlantico (il “Mare Nostrum” del Portogallo?!).
Segue “Luna”, brano malinconico impreziosito dalla presenza di una guest singer, ed infine “Best Forgotten”, dinamico ma non memorabile.
In definitiva, completato l’ascolto, le nostre aspettative di una “risurrezione” artistica non paiono completamente deluse: i Moonspell, abbandonate da tempo le pur suggestive sperimentazioni Industrial di “The Butterfly Effect” come anche le velleità di comporre un “Irreligious Part II”, tornano con un album compatto ed omogeneo, magari non una pietra miliare del genere, ma indubbiamente un eccellente punto di partenza per il rilancio della carriera del gruppo portoghese.

RosaVelata