Brani:
CD 1
01 prologe Project Blue Prince
02 Music Machine
03 Turn me on
04 Heavy metal symphony
05 Tour of the sprawl
06 Andromeda
07 Letter From space
08 Lost Higway
09 Soma Holiday
10 Return of the Neuosaur
11 Project Blue Prince reprise
CD 2
01 Fanfare and interlude
02 Beware the Vampire
03 The fire change
04 The fall of the idol
05 Metamotphosis
06 One of the machine
07 Fallen
08 Johnny America
09 Music machine reprise
10 Epilogue Sky full of stars
Musicisti:
Kelly Keeling Vocals
Mark Boals Vocals
Scott Kail Vocals
Robert Soeterboek Vocals
Donald "Buck Dharma" Roeser Vocals, guita r
Peer Verschuren Guitars
Neil Citron Guitars
Vinny Appice Drums
Gregg Bissonette Drums
Virgil Donati Drums
Tony Franklin fretless Bass
Don Schiff NS/Stick
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Erik Norlander
Music Machine
Transmission
Questo qui è veramente un grande disco!!! Non indubbiamente facile per un artista concepire un rock opera di questo livello, anche se è vero che ormai di dischi di questo genere comincia ad esserne un po’ inflazionato. Un fatto assai curiosi che accomuna quasi tutti i dischi di questo genere, ovverosia la numerosa partecipazione di ospiti più illustri, e sembra quasi che chi si cimenta in un lavoro del genere, debba per forza di cose avere questo o quell’ ospite altrimenti non funziona,come se il gruppo che accompagna l’artista in questione non sia in grado di affrontare a livello di songwriting la stesura delle canzoni.Per confermarvi questo concetto posso citarvi gruppi come gli WHO che fecero opere rock assolutamente fondamentali quali appunto Tommy o Quadrophenia senza per forza ricorrere a questo o a quel ospite. Fatto questo appunto, il disco è molto bello realizzato con grande patos da Erik Norlander e i suoi ospiti. (Non vi dico di cosa parla il disco perché vi rimando all’intervista che verrà pubblicata tra poco)Il disco in questione è assolutamente concepito in modo tecnologico con un sguardo al passato e questo lo evince da come suona le tastiere Erik i quale non fa niente per nascondere il suo grande amore ora per Rick Wakeman ora per Keith Emerson “Project Blue Prince”ma tutto il lavoro è pervaso da questa atmosfera tecnologica che a me piace molto ed oltre ad essere ascoltatori si rischia il pericolo di essere trasportati in un mondo incredibile come se si venisse trasportati in una sorta di “Isola che non c’è”in versione fantascientifica.Quindi se avete un bel po’ di soldini da spendere “Music Machine” è senz’altro il disco che merita questi soldi.
Stefano Bonelli
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