Bisogna dire che i Pallas da quando sono rientrati in
carreggiata ed esattamente da quello stupendo che è tutt’ora “The Cross & The
Cruciale” ha proseguito con questo discorso spirituale,che non vuole che
coinvolga per forza la sfera religiosa (ma è chiaro che questo prima o poi è un
argomento che dovranno pur affrontare viste le prerogative)e che li ha portati
ad incidere questo meraviglioso album intitolato “The Dreams Of Men”
.
Sono d’accordo con chi afferma che la band inglese sia in
uno stato di grazia che le permette di scrivere brani di largo respiro ed assai
suggestivi nella loro esposizione se facciamo caos ai primi tre brani,ci
accorgiamo che solo con quelli si arriva a circa la metà del cd sintomo questo
di voglia di suonare della musica con grande passione e perizia tecnica(dove per
tecnica s intende padronanza dello strumento e capacità di un songwriting
scorrevole e fresco).
Un altro aspetto che ci colpisce molto è la suggestione di
cui è intriso questo album e che raggiunge il suo apice nel brano “Ghostdancers”
che è influenzato da atmosfere che richiamano ai nativi d’America,soprattutto da
metà del brano stesso e nel canto di chiusura dello stesso, ove è possibile
ascoltare una voce lontana che inneggia nel tipico canto indiano.
Ma tutti i brani avrebbero bisogno di una citazione
personalizzata ma capirete voi da soli che noi di Tempi Duri cerchiamo nelle
nostre recensioni di darvi delle direttive per ascoltare il disco nel modo
giusto solo dopo voi deciderete di acquistare il cd oppure no ,questo per farvi
che comunque il disco in questione merita sicuramente molta attenzione per un
ascolto che sia quanto meno sufficiente per farvi capire le intenzione del
gruppo,il quale ha messo molte carte vincenti in questa nuova realizzazione e
brani come “Invicible” dove il grande Graeme Murray quasi urla io sono
invincibile dovrebbe bastare solo questo per farvi correre al negoziante di
fiducia,c’è bisogno di dire di più?
Stefano Bonelli