Pantommind
Shade Of Fate
Lucretia Records
La notizia più incredibile che riguarda questo gruppo è che malgrado loro non lo diano a vedere non sono la nuova sensazione Americana pur essendo come approccio più americani di qualunque altra band metal prog e nemmeno vengono dalla Svezia.
Perchè i Pantommind provengono nientemeno che dalla Bulgaria, terra che non si è mai fatta notare per quanto riguarda la scena metal. Le influenze di questa giovane band però sono le più classiche di questo mondo e vanno dai Queensryche ai Fates Warning ai Vandenplas, ma ascoltando il disco ci si rende conto che i Pantommind hanno messo molta carne al fuoco ed in alcuni tratti il cantante Tony Ivan si avvicina ai mostri sacri del rock come Jon Anderson degli Yes e Tony Martin ex di tutto un po'.
Un'altra grande sorpresa è racchiusa nella traccia conclusiva del cd intitolata "Orpheus Whisper",perché ascoltandola vi renderete conto del loro valore soprattutto per il suono delle tastiere che molto ha a che fare con il movimento dei corrieri cosmici tedeschi come i Tangerine Dream o Klaus Schulze solo per citare un paio di nomi. Per quanto riguarda i brani il gruppo in questione dimostra di avere dei numeri sia in fase compositiva che strumentale e particolarmente sugli scudi è la coppia chitarristica formata da Pete Christ e Peter Vichew.
Una menzione la vorrei fare per la stupenda copertina realizzata da Alex Sokerov e Kosta "Jovi" Atanasov la quale stranamente mi ricorda non poco il film d'animazione di Walt Disney "Nightmare Before Christmas"anche per la sua ambientazione un po' dark se vogliamo,quindi per quanto riguarda i Pantommind siamo di fronte al classico debutto col botto speriamo solo che non si guastino col crescere come succede purtroppo alla maggior parte delle bands.
Stefano Bonelli