Perpetual Fire
Endless World
SteelHeart Records
www.perpetualfire.net
Power Metal tecnico ma al tempo stesso ispirato da un forte afflato epico
per questa band nostrana: esattamente quello che ci aspettava dalla
benemerita Steelhearth/Adrenaline Records, insomma.
La struttura dei brani è costituita da trame strumentali
a metà strada tra il Neoclassico ed il Progressive. La tecnica
è pregevole; ottimo in particolare il lavoro delle chitarre,
sia nel riffing che negli assolo.
Cosa, allora, non convince appieno?
Fin dal primo ascolto l’album appare, per così dire,
confuso: è come se il gruppo brancolasse nel buio, incerto
sulla meta da raggiungere, fino ad imbattersi ora in un’influenza
ora nell’altra, senza soluzione di continuità. Fermo
restando che le parti meglio riuscite sono quelle di derivazione
Power germanica, sembra tuttavia che non ci sia stata alcuna volontà
precisa a far procedere il gruppo in quella direzione stilistica:
una sorta di deriva che ha condotto fortunosamente ad un approdo
felice.
Inoltre, la mancanza di ritornelli incisivi finisce per penalizzare
i brani: spesso sono proprio i refrain a fare la differenza tra
una canzone discreta ed una killer song!
Anche le parti vocali non convincono del tutto: a volte poco potenti,
in altri casi inutilmente aspre, come in “Superstitions”.
Tra i brani segnaliamo comunque alcune chicche: “Maybe”,
dalla quale è stato anche estratto un video, che parte in
lentezza per poi crescere in un corale up-tempo, e “Hurricane”,
che tenendo fede al titolo si rivela un brano pieno di energie.
Ci sembra comunque che i Perpetual Fire abbiano considerevoli margini
di miglioramento; potendo contare su delle ottime capacità
strumentali, le migliorie in fase compositiva sono ampiamente alla
loro portata.
Il CD prevede due bonus: oltre al già menzionato video di
“Maybe”, è presente una cover, “Call Me”,
di Giorgio Moroder, già proposta qualche anno fa dai finnici
69 Eyes con risultati più interessanti.
Ci teniamo a ribadirlo, affinché le osservazioni fatte siano
costruttive: il gruppo è tecnicamente assai valido ed il
suo sound, pur non essendo stato ancora definito con nitore, potrebbe
contenere elementi di originalità. Urge pertanto un lavoro
teso a far emergere in maniera più netta la personalità
musicale della band, in questo album ancora “in nuce”.
RosaVelata |