Brani:
CD1

01 Prologue
02 The King and His Land Pt. I
03 The Gate of Lost Souls
04 Pride – The Path of Throne
05 Envy Pt. I – In Shadow
06 Envy Pt. II – Broken Glass
07 Wrath Pt. I – A Wandering in the Dark
08 Wrath Pt. II - The Beast Within
09 Gluttons – Corrosion of Flesh
CD2
01 Sloth Pt. I – Retrospective Visions
02 Sloth Pt. II – Red Sunset and Drowning Fly
03 Greed Pt. I – The Golden Path
04 Greed Pt. II – Warning not Heard
05 Lust Pt. I – The Temptress of Unchastity
06 Lust Pt. II - A Sleeper’s Awakening
07 The King and His Land Pt. II – Pensiveness

Musicisti:
Mattis Sorum: guitars, sitar, organs, keyboards and archestra arrangements
Tomas di Sansimone: drums
Idar Eidsaune: bass
Paal Selsjord Bjorseth: piano, organ, harpsichord
Per Christian Jorstad: cello
Synne Teiseth Norbeck: flute
Staale Storlokken: synth
Sigrid Inderberg: flute
Hanna Haugan: Cello
Petter Selliseth: lead vocals
Ingrid Strid: vocals
Lise Granden Berg: vocals
Gry Tronslien: vocals
Eva Marianne Olsson: vocals
Stian Lekenes: growls
Martin Adams Kvam: boy reading
Nina Utbjor Guldal: mother’s voice

Pictorial Wand
A Sleeper’s Awakening
Unicorn records
www.unicornrecords.com

Singolare concept album su doppio CD per questo gruppo norvegese che suona un Progressive con atmosfere che a tratti sconfinano nella New Age.
Una musica elegante, raffinata ed al tempo stesso emotivamente intensa.
La struttura dell’intero lavoro è operistica: i brani sono interpretati da ben cinque voci diverse che si alternano tra loro contribuendo ad evitare la minaccia della monotonia, mentre tra un pezzo e l’altro sono saltuariamente inserite parti in recitativo.
I brani sono quasi interamente acustici e si fa largo uso di violoncelli, flauti ed arpicordi; le chitarre elettriche intervengono raramente per conferire pathos a determinati momenti della storia.
Nonostante la complessità e la lunghezza, il disco non risulta mai prolisso, verboso, anche grazie al largo uso di fughe strumentali; inoltre, la musica, benché prevalentemente acustica, è molto varia, a momenti mistica, a momenti solenne, quasi sempre satura di una carica emozionale dirompente che palesa quanto l’ispirazione più autentica abbia guidato la composizione dell’opera da parte dell’ottimo polistrumentista Mattis Sörum.
Per contro, c’è da dire che una costruzione così giganteggiante e complessa, per quanto abilmente “snellita” ed indubbiamente ispirata, può spaventare e respingere i fruitori: l’ascolto ininterrotto di quasi due ore di musica può risultare letale ai non appassionati del genere!
Inoltre la lunghezza penalizza il concept album per un altro sostanziale motivo: la sua struggente carica emotiva può venire a noia ed essere meno valorizzata di quanto meriti. Ci chiediamo quindi se la rinuncia ad un progetto di così vasta portata e la scelta invece di un formato normale per il concept non avrebbero potuto giovare all’opera, permettendo sia l’eliminazione di alcuni difetti legati alla durata sia una maggiore valorizzazione dei pregi anche a seguito di un ascolto meno impegnativo e più concentrato.
La caratura di un diamante è inversamente proporzionale alla sua indossabilità.

RosaVelata