Track List:
01 Mind Control
02 Dinosaurs
03 Boats Of Despair
04 War Is Over
05 She Went Away
06 20 Hours Of Midnight
07 Welcome To Tomorrow's Little World
08 Shadows
09 Zombies
10 Indian Path

Line Up:
Carl Sentance: Vocals
Carlos Cavazo: Guitars
Vinny Appice: Drums
Jeff Pilson: Bass

Power Project
Dinosaurs
Powerzone
www.powerzonerecords.com


Questo messo su dalla capitolina Powerzone etichetta da poco sul mercato ma già assai intraprendente è riuscita a creare un progetto ,mettendo insieme musicisti di un certo lignaggio.
Infatti ognuno di essi ha un bagaglio artistico notevole.
Se prendiamo ad esempio il chitarrista Carlos Cavazo chi ha una certa età come me (Sigh nota del responsabile) si ricorderà di certo che lui ha fatto parte dei Quiet Riot dopo Randy Rhodes,che fu il mitico chitarrista nella band Ozzy Osbourne con il quale scrisse alcune pagine memorabili all’inizio degli anni ottanta.
Invece per quanto riguarda Vinnie Appice lui è il fratello del più famoso Carmine batterista del quale ha ricalcato le orme diventanto ben più famoso entrando nell’ensemble prima dei Black Sabbath poi della Ronnie James Dio band.
Mentre Jeff Pilson è stato membro di band storiche come ad esempio Dokken, Dio, Foreigner, MSG, e War and Peace, in conclusione Carl Sentance dal canto suo ha avuto il merito di far parte dei Persian Risk, della Geezer Butler Band, dei Paul Chapman's Ghost,e soprattutto dei Krokus, freschi autori del loro nuovissimo album.
Capirete da soli che le premesse non potevano che far presagire la bontà del prodotto, che è stata confermata da una buona manciata di canzoni che ci riconducono ai fastio dell’hardrock più classico e quindi stampo inglese con in mente i Black Sabbath (ma va?)nel periodo della seconloro rinascita artistica e cioè in pieni anni ottanta.
La Powerzone inoltre nelle persone di Andy Menario e Maurizio Capitini, già noti per i loro trascorsi con i Martiria e oggi anche discografici con la neonata ed efficace etichetta romana;
ha compiuto uno sforzo notevole componendo i brani della scaletta assieme a Marco Capelli,realizzando un disco dal grande sapore internazionalee con tutti questi input positivi, il lavoro non poteva non venire fuori alla grande,e sebbene si rifaccia ad un genere non proprio vitale o datato che dir si voglia, le composizioni hanno in se una sorprendete freschezza sia per quanto gli arrangiamenti sia per un songwriting semplice (che non vuol dire banale)e diretto facendo raggiungere a l lavoro in questione il suo scopo.
Cioè, quello di colpire l’ascoltare con delle vere e proprie mazzate allo stomaco,facendo rimanere di sale il povero malcapitato di turno.
Il primo di ogni lavoro che si rispetti è sempre un buon biglietto da visita,e Mind Control ha questo compito ,quello di far vedere di che pasta questo gruppo,e quindi i grandi riff e le efficaci rullate di Vinnie Appice sono solo il preludio a quanto ascolteremo in seguito,inoltre la voce melodica di Carl Sentance chiude il cerchio.
Ovviamente vista la preponderante influenza sabbatthiana non potevano mancare i midtempos da sempre un marchi di fabbrica della band inglese nel periodo in cui il folletto DIO imperversava con la sua incredibile voce i palchi di tutto il mondo, infatti brani come “20 Hours Of Midnight”sono li come pietre miliari ma che sicuramente faranno parlare molto del Power Project.
Anche le ballate sono un bagaglio importante in questo senso ed ecco “She Went Away” semi ballad eseguita nel più classico del genere.
Non vi resta che acquistare questo lavoro che vi farà rivivere i vecchi fasti di certo hard rock, ma che attualmente sta conoscendo un periodo di stanca,ma i Power project saranno capaci di salvare le sorti di un genere ormai quasi in disuso.

Stefano Bonelli