Presto Ballett
Peace among The Ruins
Inside Out
Disco d’esordio per il nuovo gruppo di Kurdt Vanderhoof ex chitarrista dei Metal Church e produttore di questo nuovo lavoro.
Il cd ci riporta indietro nel tempo essendo pieno di atmosfere genuinamente settantiane,dico genuine perché gli strumenti che sono stati usati in questo nuovo album sia il mellotron che l’hammond sono veri.
È sempre più facile trovare gruppi con un flavour che si rifà al passato tanto che si possa addurre che comporre canzoni in stile anni settanta stia diventando a tutti gli effetti una moda,senza tener conto che questo background viene acquisito ascoltando i gruppi dell’epoca, e non è assolutamente un nuovo modo di comporre musica a tavolino come succede per la maggior parte dei gruppi di oggi.
Credo fermamente che ciò non riguardi per niente l’ex Metal Church soprattutto per il fatto di aver usato strumenti veri e di essere riuscito a scrivere un album pieno di suggestioni accattivanti e a tratti psichedeliche, come ad esempio nel brano conclusivo di questo lavoro “Bringin' It On” cantato alla grande da “Scott Albright” che è influenzato da Yes e led Zeppelin,altro pezzo che a me è piaciuto molto è “Find The Time” introdotto da un piano elettrico che ricorda non poco “No Quarter” di zeppeliliana memoria,ma che proprio per questa autenticità che respira in tutto l’arco del disco il brano da pocanzi citato non è un mero plagio,ma un modo sincero di trasferire le proprie emozioni nell’arco di quattro o cinque minuti ed in questo i Presto Ballet ci riescono pienamente,gran bel disco non cè che dire.
Stefano Bonelli