Brani:
01 Headshaker
02 Rocker Ram
03 Wings
04 Face The Blizzard
05 Viking
06 Blood Sport
07 Yellow Putrefaction
08 Energy
09 Only You Dreams
10 Serial Killer
11 Only For The Rain crew


Musicisti:
Luciano "Lucio" Tattini Guitar, Back Vocals
Gianni "Gino" Zenari Bass, Back Vocals
Alessandro "Tronco" Tronconi Lead Vocals
Andrea "Mario" Baldi Drums
Alessio "Amos" Amorati Lead Guitar, Back Vocals
RAIN
Headshaker
Dead Sun Records/Rising Work/Self


In ordine cronologico questo è l'ottavo disco e dio in che giorno creò il Rock'n'roll? Proprio l'ottavo come il nuovo disco dei bolognesi Rain, gruppo della vecchia guardia del metal italico, in un epoca in cui gruppi i Vanadium Vanexa i primi Death ss Crying Steel e soprattutto la Strana Officina e Elektradrive davano lustro al metal nostrano ma forse era ancora troppo presto e le cose sono andate come Tutti sappiamo.
Headshaker, questo è il titolo del disco, mostra i Rain al meglio della loro forma ma ciò che sorprende più di tutto è il fatto di trovarsi di fronte ad un gruppo che fa del metal puro ed incontaminato la loro bandiera in un momento in cui una proposta del genere risulta del tutto inaspettata presi da questo o quel gruppo Power o prog, ci siamo scordati come si suonava l'heavy metal senza alcun tipo di contaminazioni.Quindi ascoltare anche brani anthemici come "Viking" o "Only For the Rain crew"ecco che la mente rincorre tempi ormai andati e che fanno parte della giovinezza di noi 45enni,lacosa che più fa piacere è il riscontrare che anche la band non è più così giovane ma questo non impedisce loro di sfornare un disco che fa quasi gridare al miracolo,perché tutto potreste dire ma non che i Rain non siano un gruppo capace di competere al livello internazionale(merito anche del contratto discografico con la francese "Dead Sun Rising") affiancando gruppi come Saxon e Motorhead loro indubbie influenze primarie.Quindi in conclusione un disco che farà la felicità dei metallari puri di cuore ma che potrebbe essere anche adatto anche a chi fino ad adesso ha ascoltato i Dream Theater.

Stefano Bonelli