Reflections
Free Violence
Temple of Noise
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Irruento e disordinato mix di Post Thrash ed Hardcore, con qualche
accenno neanche troppo velato ai System of a Down: questo l’identikit
dei Reflections.
Le caratteristiche più evidenti di “Free Violence”
consistono nella versatilità del cantato (che va dall’isterico
al declamatorio, anche grazie al contributo delle backing vocals),
e nella veemenza esecutiva davvero apprezzabile.
La grande varietà di tecniche e stili sperimentati nei brani
contribuisce a rendere il lavoro meno statico, monolitico ed a scongiurare
il pericolo noia; in particolare il saltuario ricorso a ritmiche
groovy rende l’album più fruibile.
Nella parte iniziale di “Happiness is sad” si evidenzia
un certo talento nell’uso di arpeggi volti alla creazione
di atmosfere intimiste; è un peccato che i Reflections facciano
un uso così parsimonioso di queste sonorità.
Per contro, c’è da dire che la struttura dei brani
appare a volte davvero troppo disordinata, anche se essa sembra
derivare da una precisa scelta espressiva piuttosto che da una deficienza
di capacità compositive.
A prescindere dalle intenzioni, il risultato non sempre è
apprezzabile: appare quindi imprescindibile che questa band si preoccupi
per il futuro di conferire una struttura più razionale alla
loro proposta musicale.
Un’ultima osservazione, stavolta destinata allo staff della
Temple of Noise: oltre a curare con così tanta professionalità
il suono, si dovrebbe cominciare a prestare maggiore attenzione
all’estetica dell’artwork; quello dei Reflections non
è il primo caso di artwork poco accattivante targato Temple
of Noise in cui ci imbattiamo.
RosaVelata |