Brani:
1. Blinded
2. The Dying Ember
3. Mask Of Damnation
4. Divine Illusion
5. Ethereal Journey
6. Shrine Of The Ocean
7. Dagger
8. The Rival´s Spell


Musicisti:
Jouni Nikula (vocals),
Arto Räisälä (guitars),
Temu Hanninen (guitars)
Pasi Kauppinen (bass),
Henrik Klingenberg (keyboards),
Jari Huttunen (drums)
REQUIEM
Mask Of Damnation
Sound Riot, 2003

Un altra carta vincente tirata fuori dal mazzo per la laboriosa e attenta etichetta portoghese Sound Riot, dopo l'ottimo debutto dei VII Gates, da poco recensiti nelle pagine virtuali di Tempi Duri, ecco il terzo album di questo combo finlandese, i Requiem appunto. Con questo nome ci aspetteremo un gruppo dedito al doom metal più oscuro, invece veniamo travolti da una cascata di ottimo Heavy Metal che va da un articolato power (predominante) allo speed più melodico, passando da attacchi death melodici (alla Children of Bodom o Dark Tranquillity, per intenderci), il tutto condito da una costante "verve" epica e da spruzzate di prog qua e là (notate nella terza traccia i riferimenti ai canadesi Shadow Gallery).
Non mi sembra di trovarmi di fronte ad un gruppo finlandese, infatti non siamo davanti ai soliti mille Strato cloni (che hanno cominciato a romperci i …), siamo più vicini alla migliore scena power-prog italiana e citerei solo un nome tra tutti: i nostri bravissimi Secret Sphere. Mi piacciono molto le linee vocali molto trascinanti e abbastanza varie, capaci di dare una chiara definizione alle canzoni, colpiscono positivamente anche alcune trovate acustiche e il lavoro fondamentale delle tastiere utili ad amalgamare al meglio i brani e ad apportare, in alcuni casi, anche bellissime melodie portanti. I pezzi spesso sono molto veloci dal punto di vista sia ritmico che solistico con chitarre, in alcuni punti, ai limiti dello "shred".
Sentendo l'attacco di "Divine Illusion" mi tornano alla memoria gli ispirati Virgin Steel del doppio album "The Marriage of Heaven & Hell", mentre alcuni passaggi di "Shrine of the Ocean" mi ricordano da vicino i Kamelot, soprattutto per quanto riguarda le linee vocali. Davvero difficile segnalare qualche brano in particolare, il disco mi è piaciuto tutto.

Alessandro "Metal Alex" Bonfà