Track List:
01. Dar-Kunor:
I. Echoes From The Elvish Woods
II.Fear Of The Dungeons
02. Triumph Or Agony
03. Heart Of The Darklands
04. Old Age Of Wonders
05. The Myth Of The Holy Sword
06. Il Canto Del Vento
07. Silent Dream
08. Bloody Red Dungeons
09. Son Of Pain
10 The Mystic Prophecy Of The Demon knight:
I. A New Saga Begins
II. Through The Portals Of Agony
III. The Black Order
IV. Nekron`s Bloody Rhymes
V. Escape From Horror
11. Dark Reign Of Fire
I. Winter Dawn`s Theme

Band:
Alex Staropoli: keyboard, harpsycord, piano
Luca Turilli: guitars
Alex Holzwarth: drums
Patrice Guers: bass
Fabio Lione: vocals

Rhapsody of Fire
Triumph or Agony
SPV
www.mightyrhapsody.com

1° recensione di Giovanni Turco:
I Rhapsody, pardon, i Rhapsody of Fire, sono una band che o la si ama o la si odia.

I nostri italici musicisti hanno caratterizzato il loro sound estremizzando quello che gli Angra con il loro “Angels Cry” hanno iniziato ed ora, giunti alla loro ennesima fatica in studio, hanno ulteriormente limato il loro stile rallentando i ritmi dei brani che specie nell’opener assume i caratteri di una potenziale colonna sonora per un film epic-fantasy, non per niente definiscono il loro genere Hollywoodiano.

“Dar Kunor” è un monumento sonoro a questa magniloquenza dove coro ed orchestra la fanno da padrona.

Segue “Triumph or Agony” che dà il titolo al c.d e che a nostro avviso è una delle composizioni che più si avvicina agli statunitensi Symphony-X. Il chorus particolarmente azzeccato si rifà a clichè di Helloweeniana memoria conditi dalla onnipresente sezione di archi che accompagna il coro che talvolta diventa un po’ ridicola per la pronunzia del latino non proprio correttissima (“anghelus sempiternus”), ma in linea di massima un buon brano, con la giusta dose di lirismo e pathos che si conviene in questi casi.

“Heart of the Darklands” nell’introduzione maideniana riprende molto di quello fatto dai germanici Helloween di Keeeper of the Seventh Key”. Niente di speciale..

I nostri si fanno infettare dalla “medievalite” che ha infettato Blackmore in “Old Age of Wonders” che se inizialmente è anonima, poi diventa comica in quanto ricorda non poco una delle due sigle del celebre cartone animato “Lady Oscar” (!!!).

“The Myth of Holy Sword”, brano che sembrerebbe dedicato nientemeno che alla mitica Excalibur, brilla solo nel chorus ben sostenuto dalle fondamenta dal coro lirico che mai come in questo caso dà senso al brano che preso così come è non brilla di luce propria.

“Il canto del vento”, ballata in idioma italico, continua la tradizione della band di inserire un brano in lingua nostrana dei nostri. Toccante il testo che però ricorda un po’ troppo quel “Vivo per lei” di altro cantante nazional popolare. Chissà come sarebbe stato questo brano cantato da Albano…

“Silent Dream” è forse grazie al chorus il brano più elevato qualitativamente di tutto il platter sebbene non eccelle per originalità. Quel “Fly..fly high…” è veramente un portento…

“Bloody Red Dungeon” si abbatte come un ariete sulle teste con quella marcetta militare che non è proprio digeribilissima. Unico sprazzo di novità è il mix tra italiano e inglese nel cantano.
“Son of Pain” fa affacciare un lacrimone al solo pensiero di un cavaliere morente..Il sound fa pensare non poco alla colonna sonora de “L’Ultimo dei Mohicani”..provare per credere..

E’ poi il turno della suite polpettona “The Mystic of the Demon Knight” con tanto di recitativi e sprazzi speed con orchestra impazzita. 16 minuti da digerire..

“Dark Reign of Fire” e l’apnea sonora giunge al termine, coro ed orchestra in delirio musicale completo.

Un c.d. solo per chi è avvezzo al genere e che non troverà il coraggio di ascoltarlo più di 2 volte. Auguri.

 

 

2° recensione di Metal Alex:
Forti del nuovo monicker i “Rhapsody Of Fire” si riaffacciano sulla scena a soli due anni di distanza dal capolavoro “Symphony of Enchanted Land Part II” e a nemmeno un anno dall’uscita del molto meno interessante “Live in Canada” . Senza contare le due fatiche soliste di Luca Turilli uscite solo pochi mesi fa, a mio avviso veramente deludenti.
Dopo un ascolto completo dell’album purtroppo si rimane con l’amaro in bocca, infatti sembra proprio che i nostri abbiano voluto un po’ forzare i tempi e produrre canzoni senza riuscire ad aspettare l’ispirazione necessaria. Quasi che la recente notorietà raggiunta anche oltreoceano abbia favorito l’esigenza di far uscire al più presto un nuovo lavoro.
Questo nuovo “Triumph Or Agony” vive di brani singoli e non decolla come album, una contraddizione per un gruppo che ha sempre mostrato la predilizione per un approccio concept e quasi da colonna sonora. Forse era dai tempi di “Dawn of Victory” che non sentivo brani così poco ispirati da parte di Turilli e soci.
Ottima l’introduzione orchestrale “Dark-Kunor”, un po’ scontata, ma comunque riuscita la title track come anche la medioevaleggiante “Old Age of Wonders”, bella anche la successiva ed epica “The Myth of The Holy Sword” stupenda e dinamica la settima traccia, “Silent Dream” un power metal cadenzato e di classe e ….purtroppo ci fermiamo qui !!! La suite da 16 minuti si regge solo su un buon ritornello e poco più (assolutamente fuori luogo la parte centrale: un black-metal sinfonico di bassa fattura) molti i brani lenti e noiosi, tra tutti il pezzo cantato in italiano “Il canto del Vento”, una nenia insopportabile…siamo lontanissimi dalla bellezza di “Guardiani del Destino”.
Avessero fatto uscire un Ep avrei consigliato l’acquisto del cd, ma un full lenght di questa caratura non è all’altzza dei Rhapsody e lo dico da fan del gruppo…se questi sono i “Rhapsody Of Fire”, bene preferivo i “Rhapsody”.