Brani:
01. The Dark Secret
02. Unholy Warcry
03. Never Forgotten Heroes
04. Elgard´s Green Valleys
05. The Magic Of The Wizards Dream
06. Erian´s Mystical Rhymes
07. The Last Angels´ Call
08. Dragonland‘s Rivers
09. Sacred Power Of Raging Winds
10. Guardiani
11. Shadows Of Death
12. Nightfall On The Grey Mountains

Musicisti:
Luca Turilli - Guitars
Fabio Lione - Vocals
Alex Staropoli - Keyboards
Patrice Guers - Bass
Alex Holzwarth - Drums

Narrator: Cristopher Lee
Rhapsody
Symphony of Enchanted Lands pt. 2-The Dark Secret
SPV/Steamhammer, 2004

Con tutto il cuore per il sottoscritto questo album dei Rhapsody è stato una grandissima sorpresa, infatti, pur amando il gruppo triestino da sempre e nonostante segua le loro vicende dal loro primissimo e "legendario" (è proprio il caso di dirlo) primo lavoro, non sarei sincero se non ammettessi a me stesso che gli ultimi due lavori della band "Dawn Of Victory" e "Power of The Dragonflame" erano stati al di sotto delle mie aspettative. Se in "Dawn of Victory" erano presenti ottimi brani, ma l'album nel complesso non reggeva il confronto con i primi due lavori della band, e se il penultimo "Power of The .." (comunque sicuramente migliore di "Dawn of ..") a lungo andare risultava un po' troppo prevedibile, anche se estremante godibile, con il nuovo "Symphony of Enchanted Lands pt. 2 - The Dark Secret" i Rhapsody tornano alla grandissima, dopo l'uscita del promettente ep apripista, già recensito accuratamente sulle pagine virtuali di questa webzine dall'amico Gianfranco.
A mio parere c'è un vero e proprio salto di qualità, sia dal punto vista delle composizioni, tutte veramente ispirate e curate in ogni loro parte, sia dal punto di vista degli arrangiamenti e della produzione in generale.
Fondamentale l'apporto di un'intera orchestra (di 60 elementi, coristi inclusi e con una dozzina di solisti) che sottolinea ed esalta la drammaticità dei molti passaggi epici. Veramente efficace la scelta dell'attore Cristopher Lee, il noto "Saruman" del "Signore degli Anelli", che si cala in modo eccellente nella parte rendendo le parti introduttive interessanti e non noiose subito dopo un primo ascolto. Ottimo l'inserimento del flauto solista in alcuni passaggi, da brividi l'assolo "vivaldiano" in "Sacred Power Of Raging Winds" (tra l'altro preceduto da un chiaro riferimento alla musica di Claudio Simonetti durante l'evolversi dello stesso brano).
La definizione "film score" metal finalmente è veramente calzante, grazie ad un uso magistrale dell'orchestra e dei cori.
Tutti i brani risultano veramente ispirati, da citare la stupenda "Guardiani" che, cantata in lingua italiana risulta essere a dir poco magnifica, l'avrò già ascoltata una ventina di volte e ancora mi regala emozioni nuove, con un Fabio Lione da 10 e lode, per quanto riguarda l'interpretazione (in questo brano un po' a la Branduardi).
Potrei parlarvi ancora per ore dei singoli pezzi, ma preferisco non annoiarvi con inutili orpelli e non togliervi la sorpresa rivelandovi questo o quel passaggio, in sintesi: troverete in questo lavoro tutto ciò che i Rhapsody hanno fatto intravedere nei loro precedenti album, ma fatto ancora meglio.
Fate vostro questo album (più di 72 minuti di musica) ad occhi chiusi se già conoscete i Rhapsody, se non li conoscete ancora, questo per me è il loro album più maturo.
Di sicuro i Rhapsody con questo album risultano essere non solo personali ma, oserei dire, inimitabili e inarrivabili. Ci troviamo di fronte al più grande gruppo epic che la storia ci regala in questo momento.
Per adesso, nei miei sogni c'è un concerto dei Rhapsody accompagnati da un intera orchestra.

Alessandro "Metal Alex" Bonfà