Ring Of Myth
Weeds
Unicorn Records
I nomi che escono fuori ascoltando questo cd dei Ring Of Myth sono Yes e genesis per quanto riguarda il passato, se fate attenzione al timbro della voce di Danny flores noterete più di una somiglianza con quella di Jon Anderson ma ovviament essendo un gruppo moderno subisce anche influenze dei gruppi che vanno per la maggiore come ad esempio gli Spock's beard e i Kin Crimson dei quali si può dire tutto ma non che non siano al passo coi tempi, visto che loro possono vantare degli album storici come "in the Court…"che fece gridare al miracolo già negli anni sessanta.
Ceto anche nel caso dei Ring Of Myth il discorso tecnico è fondamentale ma qui abbiamo la possibilità di ascoltare del prog non strumentale ed ultra tecnico come nel caso dei talisma o dei Nil;ed è quindi certamente piacevole lasciarsi trasportare dalla ondata emozionale di alcune tracce ,prendo ad esempio "Blue Stem" che è uno degli episodi più lunghi e più intriganti, perchè e intriso di sonorità settantiane fino al midollo e che lo fa diventare uno dei brani più interessanti e piacevole da ascoltare.
Gli altri brani non sono da meno come ad esempio la cortissima "plight" brano che la dice lunga sul fatto che i nostri subiscano musicalmente parlando l'influenza del jazz anche se certamente non in modo così preponderante,altro episodio che potremmo definire interessante è "Bird's Eye View" atipica ballata progressive fatta anche di sonorità sperimentali verso la fine e che si aggiudica la palma d'oro per il brano (ma che stiamo alla biennale di Venezia?) più originale del cd .
Quindi cari progsters se avete la mia età (1959) questo potrebbe il disco che fa per voi per gli altri ma per motivi diversi potrebbe essere una novità interessante da ascoltare.
Stefano Bonelli