SAXON
Lionheart
Spv, 2004
Molte volte capita di ascoltare l'ultimo lavoro di una gloria della N.W.O.B.H.M. e restare, a volte, un pò delusi....quasi con l'amaro in bocca. E magari ci chiediamo se i nostri beniamini di vecchie battaglie metalliche possano ancora reggere il passo con i tempi moderni e, soprattutto, con la concorrenza di nuove band e di nuove tendenze. Già, la scena non è più quella di una volta, né serve adagiarsi sugli allori e sfornare un prodotto uguale a sé stesso, in cerca di fama ma spesso senza un reale autore dietro. E' inutile nasconderlo, a volte sembra che la 'vecchia guardia' del metal non riesca più a regalarci episodi musicali degni del suo passato. E' inevitabile, d'altronde, che ogni gruppo passi un momento, o anche un lungo periodo, di stasi creativa. Fa parte del gioco. O forse, della vita stessa. Negli ultimi tempi, però, sembra che i mostri sacri del gotha metallico si siano risvegliati, pronti a ricordare alle nuove generazioni chi ha inventato i riff e i chorus memorabili dell'heavy metal più puro e provare a rientrare ancora una volta nella giostra impazzita del metal targato 2004. E nell'attesa di ascoltare ciò che 'i preti del metal', freschi del rientro di Halford, saranno in grado di offrirci su CD prossimamente, possiamo sempre, e con enorme piacere, dare un'occhiata in casa Saxon. Cosa avranno combinato Biff & co. questa volta? Saranno in grado i Nostri di colpire ancora come una volta? Certo, i Saxon sono riusciti a resuscitare dalla stasi e da un periodo non certo a loro favorevole (parlo soprattutto dal '90 al 97). Negli ultimi anni i Saxon hanno occupato la scena centrale dei più grandi festival metal europei, riuscendo a (ri)conquistare un pubblico più giovane e coloro che li avevano presto dimenticati. Eh, quando la classe non è acqua, è impossibile mettere a tacere chi, tra tutti, questo genere l'ha forgiato!
Questo 'Lionheart' non delude assolutamente le aspettative di tutti i fans e di tutti coloro che amano un metal suonato con classe e con potenza. Il disco è a tutti gli effetti un cazzotto in faccia, di quelli che è difficile dimenticare! L'ultima fatica dei Saxon suona fresca, moderna, al passo con i tempi ma pur sempre Saxon al 100%! Se, infatti, il precedente 'Killing Ground' ci aveva restituito i Saxon in buona forma, nonostante qualche incertezza, questo 'Lionheart' rende loro giustizia! A cominciare dalla title-track, vero pezzo killer, dal sapore profondamente epico, 'inglese', à-la 'Crusader', tanto per intenderci. Né è da meno la song d'apertura, 'Witchfinder General', un brano dal forte impatto sonoro, un vero e proprio grido di guerra. 'Jack Tars' e 'English Man O' War' proseguono sulla scia delle epic songs, forti ed ispirate. Il suono delle chitarre diventa sempre più pesante. Anche le restanti tracce del CD non fanno altro che contribuire a rendere 'Lionheart' un prodotto appetibile e davvero interessante.
I Saxon sono riusciti ad aggiornare il proprio trademark sonoro in maniera egregia, senza rinunciare alla propria identità e senza 'scimmiottare' i gruppi più giovani. Tutto ciò rende onore ad uno dei gruppi storici e fondamentali dell'heavy metal, che ancora in parte alcuni trascurano. Degna di lode l'interpretazione vocale di un Biff Byford che sembra migliorare sempre di più con il trascorrere del tempo. Bentornati mitici Saxon!
Bruno Cavicchini