SILENT EDGE
The Eyes of The Shadow
Dvs, 2004
Esordio per questo gruppo olandese che ci propone un power melodico e sinfonico che ha come gruppo di riferimento i Royal Hunt, soprattutto per quanto riguarda le linee vocali del cantante Willem Verwoert che ricordano in molti punti il grande Dc Cooper, indimenticato ex singer del celebre gruppo danese, altre chiare influenze sono Y. Malmsteen ed i Symphony X nelle parti più progressive.
Nel complesso il disco scorre senza picchi di gloria, attenzione non ci sono brani eccessivamente brutti e ad un primo ascolto l'album è anche piacevole, ma già dopo tre ascolti la musica proposta incomincia a far emergere dei limiti: alcuni brani risultano troppo prolissi, mancano di freschezza e poche sono le trovate vincenti, nonostante il gruppo si sforzi in molti punti di costruire brani anche molto lunghi e articolati.
I musicisti dimostrano di avere grande padronanza tecnica, ma ciò non sempre basta ad emozionare, in più la produzione di questo cd non aiuta molto, le ritmiche di chitarra e batteria risultano "fiacche" e mi riferisco ai suoni, con una batteria "trigger" molto plastificata e una distorsione di chitarra che nelle parti di accompagnamento è poco solida per i riff proposti.
Alcuni brani da segnalare sono l'epica e strumentale "Crusades" e la ballad conclusiva "Rebellion (The Awakening)" con un ottima melodia di pianoforte.
Il giudizio nel complesso non vuole essere una completa bocciatura, ma piuttosto una critica costruttiva con la speranza che il secondo album sia migliore di questo debutto.
Alessandro "Metal Alex" Bonfà