Brani:
01. Intruder
02. Troublemaker
03. Bleed
04. Drowning
05. Dance with the devil
06. How does it feel?
07. Kismet
08. Come on
09. I don’t love you anymore
10. Shine on you
11. When the lights go down (Jovel song)


Musicisti:
Gary Barden: Vocals
Bernie Tormè: Guitars
Don Airey: Keyboards
Bertram Engel: Drums
Bob Disley: Bass.

special guests:
Colin Hodgkinson: Bass
Michael Voss: Guitars
Marco Minnemann: Drums
Tommy Denander: Guitars
SILVER
Intruder
POINT MUSIC


Attivi da ormai quasi tre anni (il loro debutto risale al 2001), gli anglo-sassoni, è il caso di dirlo, tornano in pista con il terzo full-lenghth “Intruder”. La line up per questo disco vede al suo interno la presenza di diversi special guests, inglesi e tedeschi. Tuttavia, essa è guidata dal singer Gary Barden (ex-MSG, Praying Mantis), dal chitarrista Bernie Tormè (ex-Gillan Band, Ozzy Osbourne), dal tastierista Don Airey (Deep Purple Whitesnake, Gary Moore) e dal chitarrista tedesco Michael Voss. “Intruder” si presenta come un gradevole disco di hard rock a tratti seventies ma sempre molto moderno nei suoni e negli arrangiamenti. Sin dall’inizio si capisce subito che siamo di fronte a un lavoro ben suonato (d’altronde sarebbe difficile sostenere il contrario visti i nomi dei musicisti). Ho apprezzato molto soprattutto il lavoro di chitarra svolto da Tormè, da Michael Voss e da Tommy Denander: fresco, dinamico e ricco di gusto. Echi hendrixiani emergono nella canzone “Dance with the devil” con una vera e propria citazione della song del geniale chitarrista “Third stone from the sun”. Molto intensa la ballad “How does it feel?”, con un Barden molto passionale. Onestamente, l’album non presenta dei veri e propri highlight, confermandosi come un disco di buon hard rock, ben suonato e modernamente arrangiato. Allo stesso tempo non vi sono dei momenti riempitivi o di calo nel disco. In generale, contiene delle buone songs, ben equilibrate e facilmente ascoltabili. Questo è il motivo per cui si attesta come un prodotto che non sfigura né esalta. Un buon lavoro. Consigliato a tutti coloro che amano sonorità hard alla luce del 2000.

Bruno Cavicchini