Soul Takers
Tides
Northwind Records
Così anche per i milanesi Soul takers arriva il fatidico album di debutto intitolato "Tides", devo dire subito che tutte le buone premesse del loro ultimo demo, qui sono state ampiamente rispettate merito anche dell'ottima produzione di cui gode il disco che fa uscire fuori alla grande tutto il talento di questa band lombarda.
Un plauso va senz'altro alla performance di tutto il gruppo che, evidentemente, ha avuto la possibilità di approfondire meglio alcune cose presenti nel famoso demo. Pur mantenendo salde le prerogative della band con un suono pervaso da una certa atmosfera gotica (dovuta soprattutto alla presenza dei violini ma anche del piano), da quanto ho potuto ascoltare qui il gruppo ha subito una forte evoluzione verso sonorità più heavy vicine a certe cose degli ultimi Kamelot ed alcune reminiscenze alla Queen che si evincono per timbro particolare del cantante Dino Brentali, che evidentemente ha ascoltato nella sua vita moltissimo, cantanti come Roy Kan e Freddie Mercury, ma in questo caso per quanto riguarda i Queen stiamo parlando di sfumature.
Tra i brani che più hanno catturato la mia attenzione segnalo "Desert Dust", brano fatto di momenti irruenti che sfociano ne lirismo solistico della chitarra di Francesca Badalini, gli altri brani sono evidentemente da ascoltare e vanno giudicati nel loro insieme,concludendo questa mi analisi direi che si tratta di un ottimo esordio e come si dice in questi: "Se il buon giorno si vede dal mattino questo è davvero un bel giorno".
Stefano Bonelli