Brani:
01 Onomatopeia
02 The Bottom line
03 Feel Euphoria
04 Shining star
05 East of eden west of Memphis
06 Gosht of Autumn
07 A guy Named Sid
- pt I Intro
- pt II Same old story
- pt III You don’t Know
- pt IV Judge
- pt V Sid’s boys choir
- pt VI Change
13 Carry on
14 Moth of many flames (Special edition bonus track)
15 From The messenger (Special edition Bonus track)


Musicisti:
Alan Morse Guitars
Dave Meros Bass
Ryo Okumoto Keyboards
Nick D’virgilio Drums
Spock’s Beard
Feel Euphoria


Indubbiamente, quando uno come Mike Portnoy si espone dicendo che gli Spock’s Beard erano un gruppo eccezionale parla certamente con cognizione di causa,ed è un musicista con un esperienza ormai provata con una cultura musicale paurosa!!!
Ascoltando il nuovo cd degli Spock’s Beard, ci si rende subito conto della grandeur di questo gruppo, volto a proporre del prog rock di alta qualità .Purtroppo la mancanza di Neal Morse si fa sentire, forse perché uno ci fa l’abitudine, ma anche perché Morse stesso era diventato l’emblema del gruppo, poi si sa che nella vita succedono anche di queste cose,Neal Morse si converte decidendo di lasciare la band per seguire il Signore Gesù.Questo dopo l’uscita del doppio live che in pratica deve essere considerato come un testamento da parte del cantante.Analizzando il disco e preso atto che ora alla voce c’è il batterista Nick D’virgilio, bisogna dire che il trademark del gruppo è stato rispettato, e brani come la ballata “Carry on” o la lunga suite “A guy named Sid”stanno lì a testimoniare la grande attenzione che gli S.B. hanno per la melodia ma anche la capacità di comporre brani come particolarmente complicati come è appunto una suite. Il rischio più grosso quando si fanno brani del genere è che si può cadere nel banale o essere troppo prolissi nel macinare note su note alla maniera dei Dream Theater,non è certamente il caso degli Spock’s Beard i quali ci regalano veramente un gran bel disco tranquillamente consigliabile agli amanti del prog oppure semplicemente anche a chi ascolta la buona musica.

Stefano Bonelli