Stramonio
Time Will Tell
Frontiers records
Se ascoltando "Time Will Tell" restate basiti dall'immenso talento di questa band avete avuto la stessa mia sensazione, io già conoscevo gli Stramonio dal loro precedente album "Mother Invention" (ho avuto tra l'altro il piacere di intervistarli nel vecchio programma radiofonico Tempi Duri che andava in onda su soloradio) e già in quella occasione avevano dimostrato di essere una band dal grande talento , con questo nuovo lavoro hanno saputo superarsi regalando a noi poveri comuni mortali un disco straordinario.
Un plauso particolare alla ottima produzione che rende assolutamente giustizia ad un gruppo che ha fatto del perfezionismo un modus vivendi, fatto questo che implica la realizzazione di brani con una struttura intricata si, ma con un gusto melodico senza eguali ,ed il grande pregio di ogni traccia del dischetto è quello di farti divertire, infatti quello che mi è rimasto dopo aver ascolto Time Will tell è stata un sensazione come di grande soddisfazione che poche volte ho provato ultimamente.
Tanto per citare un brano cito l'opener" The World That I've Drawn" il quale con un attacco di chitarra macina riff a più non posso ti fa capire subito di che pasta sono fatti gli stramonio, ma come cercavo di farvi capire prima,un brano non è mai uguale a stesso e nel bel mezzo dell'ascolto verrete travolti da musica jazz/fusion che viene fusa col metal in modo perfetto diventando cosi il trademark del gruppo.
Il jazz non è l'unico genere citato in questa fatica discografica ,perché nel brano intitolato" Blame Me!"vengono scomodati grandi compositori classici come Tchaikovsky, del viene ripreso nel riff iniziale una delle opere maggiori e cioè lo Schiaccianoci ,mentre nello brano durante l'assolo di chitarra viene preso in prestito il riff del volo del calabrone di Rimsky korsakov ,che fanno di questo brano una delle canzoni più riuscite dell'intero lotto.
Se poi vogliamo essere proprio cattivi potremmo dire che l'unico neo potrebbe essere rappresentato dalla cover che non ti aspetti da un gruppo come loro, si tratta infatti di quella "Call me" dei mitici (per modo di dire) Blondie,non particolarmente riuscita per via del falsetto male interpretato da Federico De Vescovi ma per il resto credetemi, c'è di che impressionarvi .
Stefano Bonelli