Brani:
01 Give Me The Love
02 Sometimes A River
03 Big Compromise
04 Until The Music's Over
05 Silence In Your Head
06 Farther
07 Drive
08 Betray The Dark
09 45th Of November
10 One Step Closer
11 Rainbow Serpent
12 Swampy Waters
13 Brand New Start
Musicisti:
Billy Nershi - acoustic and electric guitar, lap steele guitar, dobro, vocals
Keith Moseley - bass, acoustic and electric guitar, harmonica, vocals
Kyle Hollingsworth - keyboards, accordion, vocals
Michael Travis - drums, bass, acoustic guitar, vocals
Michael Kang - guitar, mandolin, mandola, violin, viola, bass, vocals
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String Cheese Incident
One Step Closer
Inside out
Se vi ricordate non molto tempo fa abbiamo avuto il piacere di recensire il disco degli Umphery Mc Gee uscito per Insideout queste band in america sono molto conosciute ma qui da noi in Europa non li conosce ancora nessuno, visto comunque l'interesse che ha suscitato la band degli Umphery Mc Gee l'intraprendete etichetta ci riprova distribuendo il nuovo degli String Cheese incident,intitolato "One Step Closet" la musica che esce fuori dal dischetto è di stampo chiaramente americano e mentre il cd suona nel mio lettore davanti a me passano immagini di strade immerse nel deserto e distese infinite di verde, si tratta di musica impressionistica in grado di farti proiettare nei magici paesi come il Texas e la Louisiana in questo periodo purtroppo flagellati dalle calamità naturali.
Gli String musicalmente parlando vanno inseriti in quel filone di bands come i "The Grateful Dead" a cui debbono più di un tributo, agli Allam Brothers senza tralasciare alcune cose dei Rolling Stones freschi autori del loro nuovo album.
"One Step Closet" non solo è un album adatto per essere ascoltato in macchina quando siamo immersi nel traffico cittadino e sarà capace di farvi allargare l'anima facendovi respirare aria nuova (almeno per quanto riguarda l'aspetto musicale) ma anche in casa mentre siamo stiamo seduti sulla nostra poltrona preferita è un ottimo rimedio per rilassarci un po'.
Per quanto riguarda i brani direi che questo è il classico disco che va considerato globalmente proprio per queste sue peculiarità però se proprio devo citarne un paio: direi che "Farther" è una ballata bellissima e dal grande respiro melodico mentre invece "Drive"è proprio il brano da macchina una via di mezzo tra i Rolling Stones e gli Aerosmith assolutamente gradevole da ascoltare, si direi che è proprio questo l'aggettivo giusto gradevole, infatti ascoltando questo cd farete l'unico (scusate l'ironia) sforzo di passare dei momenti in completo relax e di questi tempi non mi pare poco.
Stefano Bonelli
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