Brani:
01 Rollercoaster
02 Bob
03 Come quando fuori picche
04 Mastersilver
05 Not Enough
06 Chromosomes
07 Bravenewstar
08 Ministry of myself
09 Who's the next?
10 Rollercoaster (remix)

Musicisti:
Roby Vitari: drums, production, programming, concept
Pietro Grassilli: Bass, wahfuzz, arrangements
Luca Ruvilli: guitars
Bizio Rizzo: Vox, Lyrics
The Art of Zapping Volume 3
Tao 2005

Progetto, questo degli Art of Zapping, che tenta la carta della varietà di proposte stilistiche avvalendosi a tal fine di una nutrita serie di "very special guests".
Proprio perché in questo album impera la più spinta ed acrobatica disomogeneità stilistica, scegliamo di soffermarci sui singoli pezzi e di analizzarli nelle loro distinte peculiarità, augurandoci che il caldo torrido e le nostre lungaggini non producano un'alchimia letale!
La prima canzone, "Rollercoaster" scorre con piacevolezza, arricchita da sonorità elettroniche ed impreziosita da un ritornello accattivante ben incastonato nello scorrere del pezzo.
Meno ""artificiale" e più suonata "Bob", con un armonioso alternarsi di voci maschili e femminili, anch'esse deformate da una robusta dose di effetti.
Ai confini del crossover "CQFP" cantata in italiano dalla superstar Caparezza.
L'offerta varia nuovamente con "Master Silver", una suadente ballad con accattivanti sfumature reggae.
"Not Enough" è invece un innocuo prodotto pop, mentre più emotivamente coinvolgente è "Chromosomes", sostenuta da un eccellente ricorso all'elettronica.
"Brave New Star" ha reminescenze quasi pinkfloydiane nelle voci ovattate e nelle chitarre morbide, liquide.
"Ministry of Myself" è uno dei pezzi meglio riusciti, semplice ed efficace, al contrario di "Who's the Next?", decisamente confusa ed inconcludente.
Chiude il Cd un trascurabile remix del brano d'apertura, che essendo già ricco di suo di parti elettroniche non sembra trarre grossi vantaggi dall'opera di Alessandro Lestino.
Se questi musicisti avevano nelle loro mire quella di sorprendere e disorientare, di certo hanno raggiunto tale scopo: ritmi, sonorità, atmosfere diverse tra loro si alternano con una rapidità che confonde e non sempre convince.
È forse questa l'arte dello zapping che dà loro il nome? E soprattutto, è sempre definibile "arte"?


RosaVelata