Brani:
01 Aryon Ouverture;
02 Stained (Gone);
03 The Morning After (Time To Run);
04 Motorcycle Messiah;
05 Shine Bliss;
06 If For One Moment;
07 Flame Of The Oracle;
08 The Ooze;
09 Inner Child (Exorcise);
10 Black Mountain;
11 Keep On Breathin';
12 Shine (Finale);
13 Rapture (Ode To Aryon);
14 Maniac

Musicisti:
Terry Brock: vocals
Randy Jackson: guitars
Mark Mangold: keyboards and vocals
Jon Bivona: guitars
Mark Hermann: bass
The Sign
The Second Coming
Frontiers Records

Secondo prova per i The Sign, gruppo che fa dell'originalità il suo cavallo di battaglia, un'originalità ottenuta sovrapponendo ad un solido substrato Progressive una trama di suoni e melodie tra l'AOR ed il Pomp Rock.
Le loro sonorità ci ricordano i Boston meno commerciali ed i Kansas; a tratti percepiamo rimandi ai Pink Floyd di "Atom Heart Mother", di "Summer 68" per intenderci.
Le parti vocali appaiono senz'ombra di dubbio il punto di forza del disco: i cori a più voci sono talmente frequenti, affascinanti ed eseguiti con perizia che, lo confessiamo, in alcuni momenti di sbandamento abbiamo pensato di avere tra le mani la colonna sonora di un musical! Questa sensazione è corroborata dal fatto che i brani trasudano melodia da tutti i pori, e d'altronde è naturale che i The Sign abbiano investito le loro energie nelle parti più melodiche, ampliandole e rafforzandole, dato che proprio nelle ballads e nei già citati cori la loro arte raggiunge l'apice, il massimo dell'espressività. Zenit che si converte in Nadir quando tentano invece accelerazioni hard rock, anche in virtù del fatto che le parti strumentali risultano troppo spesso arrangiate banalmente e la scelta dei suoni si rivela essenziale e frettolosa.
Curioso e ben riuscito l'esperimento di riprendere verso la fine del cd il brano "Shine" per riarrangiarlo e fonderlo con i cori polifonici dell'intro Aryon overture.
Ci permettiamo di consigliare "The Second Coming" a chi ama melodie sontuose ed eleganti che sanno mostrarsi a tratti anche sognanti ed eteree; chi invece è alla ricerca dell'energia sanguigna del rock deve rivolgersi altrove.

RosaVelata