The Watch
Ghost
Lizard
Meraviglia delle meraviglie per i vecchi progster romantici come me, risulta essere questo nuovo cd dei The Watch, autori di un prog in puro stile Genesis vecchia maniera per intenderci ,che mi fa ricordare il caro Peter Gabriel ai tempi che furono. Ascoltando il disco mi sono chiesto più e più volte se i Genesis fossero rimasti fino ad oggi con la formazione classica avrebbero suonato come i TheWatch? Indubbiamente i Trevigiani hanno la musica dei Genesis nel sangue tanto da non farli sembrare nemmeno italiani nel loro approccio musicale. La dizione perfetta nella pronuncia e addirittura la stessa tonalità di Gabriel di cui è in possesso Simone Rossetti, la similitudine sonora della chitarra di Ettore Salati tanto che non potreste distinguere se sia o no Steve Hackett che sta suonando in questo cd, fanno di questo gruppo un'altra grande testimonianza della traccia indelebile che, una band storica come sono stati e sono ancora i Genesis, ha lasciato nel cuore e nella mente di tutti noi . Tutto è curato ai minimi termini, dalla copertina che riprende se vogliamo quella di "A Trick of a Tail" alla perizia tecnica del gruppo trevigiano, nonché la cura dell'aspetto anche qui tutto molto vicino alle manie teatrali di Peter Gabriel. Tutti questi elementi fanno di "Ghost" un disco assolutamente interessante in grado di competere a livello internazionale anche con gruppi in possesso di un grande blasone. D'altronde si sa che l'Italia è stato il primo paese in cui i Genesis riscontrarono i primi grandi consensi, cosa che permise loro di tornare alla loro terra madre per essere osannati anche dai fans inglesi. Tutto questo dicevo ora fa parte del nostro dna musicale, ma ogni volta che esce un gruppo con tali credenziali e secondo il mio modesto parere in grado di portare avanti la bandiera del prog rock, allora dobbiamo fare tanto di cappello e rimanere esterrefatti da sì tanta meraviglia.
Stefano Bonelli