Brani:
01 Templars Of Doom
02 Forbidden Gates
03 Black Light
04 In Gadda Da Vida
05 In My House Of Misery
06 Hidden Face
07 Final Curtain
08 Narrow Is The Road

Musicisti:
Fabio Guitars, Vocals
Omar Bass
Attilio Coldani Drums
Thunderstorm
Faithless Soul
SPV

Ultima release per gli italiani Thunderstorm questo Faithless Soul. Per chi ancora non li conoscesse, i Thunderstorm sono un gruppo di classicissimo doom metal di scuola settantiana. E'chiaro che nella loro musica vi siano molti i richiami ad un certo doom metal di stampo sabbathiano. Tanto per capirci, qui si parla dei Black Sabbath più "puri", dei primi dischi, quelli dove un senso di decadenza e di perversione aleggia lungo i solchi della loro musica.
Se si pensa al mercato metal italiano, inflazionatissimo da bands dedite ad un becero power o progressive metal, è con un certo sollievo che si accolgono uscite discografiche come questa in questione. Il metal dei Thunderstorm è davvero ben curato, ispirato e, per quanto possa sembrare paradossale, anche originale. Non serve scandalizzarsi. Se per 'originale' intendiamo una musica sentita, non in tendenza con le principali linee metal in voga, dove vi è una buona rielaborazione delle proprie influenze, allora ci si trova di fronte a qualcosa per cui vale davvero la pena spendere i nostri (pochi) soldini e il nostro tempo.
Faithless Soul è un disco ben registrato, con un'ottima produzione e dei bei suoni. Ma il punto vincente del disco è in primis la musica. Con i Thunderstorm si entra in un mondo fatto di oscurità, di ineluttabilità esistenziale, dove tutto accade in maniera negativa perché tutto è stato già scritto in e da un destino fosco, incurante dell'umana sorte. Nebbia, angoscia e difficoltà: queste le sensazioni che pervadono il disco….e, potremmo dire, che dovrebbero pervadere un buon album di Doom. Come detto in precedenza, i riferimenti ai Black Sabbath di Master of Realiy, di Paranoid, del disco d'esordio, di Vol. 4 si sprecano. Ci sono tutti gli ingredienti del Sabbath sound: pesantezza, ritmi cadenzati e talvolta veloci, melodie allucinate. Onestamente, non spicca sull'altra nessuna traccia del disco. Il motivo è che il disco è godibilissimo dall'inizio alla fine. Vi sono momenti più veloci ed altri più cadenzati. Le canzoni sono ben eseguite e contengono dei piacevoli arrangiamenti. L'ascoltatore non è mai distratto. Insomma, i Thunderstorm sono promossi a pieni voti.

BRUNO CAVICCHINI