| Travers And Appice
Bazooka
AFM RECORDS
www.carmineappice.net
www.pattravers.com
Yhheaaaa.
Qui dobbiamo un pochino calarci nel "mood" del disco per
assaporarlo (assecondarlo) a pieno.
Per cui immaginiamoci un secondo di essere non solo amanti del blues
o del rock ma anche dei veri americani nel senso non deteriore e
peggiorativo del termine; uno di quelli con la moto, la panza targata
BUD, giacca di pelle, cappello e barba "zztop style".
quelli con il british bulldog e la risata simile più ad un
aereo che supera la barriera del suono che ad una manifestazione
di buon umore. Potrei andare avanti ore.
Ci siamo?
Perfetto.
Allora i due (Travers and Appice) sono due icone del blues rock:
dentro di loro emotività e rabbia circolano liberamente mescolandosi
con standard musicali ormai onsolidati da generazioni in maniera
colorata e doverosamente calda.
Non lasciatevi ingannare dalla presenza di Lukater...anche nei pezzi
in cui (ascoltate Disappear) ci sono influenze e sonorità
non propriamente del genere in realtà lo spirito rimane sempre
fedele alla linea.
Come al solito mi sento di premiare l'eclettismo anche se non tanto
sfacciato da sfociare in una sperimentalità definita e studiata.
Anzi.
Infatti i dischi migliori sono quelli che riescono ad aggiungere
sfumature espressive diverse a standard conosciuti e in questo "Bazooka"
centra il bersaglio senza dubbio.
Lo so sembra che mi stia contraddicendo.
Prendiamo un pezzo come "superstitious", la traccia 3
del disco. O, ragazzi è rock e non ci piove eppure si sente
che c'è l'intenzione di dare tiro al tutto con suoni di chitarra
piuttosto metal e riff blues ostinatissimi, cori a fine ritornello
ben fatti che "spingono" il pezzo oltre il semplice standard.
Tra parentesi, non che il suono metal stia male addosso al blues,
anzi il metal (ok, di un "certo" metal) è figlio
del blues in un modo che ho sempre trovato imbarazzante quanto evidente,
sentitevi tutti i pantera, i primi riff dei metallica...insomma
ci siamo capiti.
Interessante è quando avviene il contrario e sono i blues
man a prenderci in prestito le intenzioni rocciose indurendo le
frasi blues mantenendo il "feel" tipico.
Ascoltatevi a proposito "evil", tolta la voce è
un pezzo da pogo.
Sarà anche che Appice suona come un pazzo, sarà che
la chitarra è pestata a dovere...chi ama il genere si fiondi
a comprarlo.
Unica nota di demerito che di sicuro non verrà colta favorevolmente:
la voca di Travers dopo un po stucca. Guardate che è una
voce navigata, bella e in certi versi anche "progressive"
(sentite la prima parte di "Crash and burn", pezzo spettacolare)
eppure mi da l'idea di essere un po troppo studiata a tavolino,
poco spontanea e controllata anche nelle sfumature più graffianti.
Trovo fastidiosa la sensazione di artificiosità, soprattutto
quando si parla di generi così viscerali come questo. Può
anche darsi che sia solo una mia impressione...
Altra piccola puntualizzazione, per gli snob: questo non è
un disco che sorprende. Se cercate sorprese, non cercate un disco
rock blues. Nel caso voleste ascoltare un ottimo disco di potente
e dinamico rock....ordinatelo al più presto!
Nel complesso un ottimo disco.
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