Track List:
01 Evil
02 Disappear
03 Superstitious
04 Crash And Burn
05 Living Alone
06 Misfortunate One
07 Last Child
08 Snortin' Whiskey
09 Boom Boom
10 Politician
11 Babylon Baby
12 Bazooka

Line Up:
Pat Travers Vocals, Guitar, Keyboards
Carmine Appice Drums, Vocals
Tony Franklin Bass
Chuck Wright Bass
Bobby Kimball Vocals
Steve Lukather Guitar
Rick Derringer Guitar

Travers And Appice
Bazooka
AFM RECORDS
www.carmineappice.net
www.pattravers.com

Yhheaaaa.
Qui dobbiamo un pochino calarci nel "mood" del disco per assaporarlo (assecondarlo) a pieno.
Per cui immaginiamoci un secondo di essere non solo amanti del blues o del rock ma anche dei veri americani nel senso non deteriore e peggiorativo del termine; uno di quelli con la moto, la panza targata BUD, giacca di pelle, cappello e barba "zztop style". quelli con il british bulldog e la risata simile più ad un aereo che supera la barriera del suono che ad una manifestazione di buon umore. Potrei andare avanti ore.
Ci siamo?
Perfetto.
Allora i due (Travers and Appice) sono due icone del blues rock: dentro di loro emotività e rabbia circolano liberamente mescolandosi con standard musicali ormai onsolidati da generazioni in maniera colorata e doverosamente calda.
Non lasciatevi ingannare dalla presenza di Lukater...anche nei pezzi in cui (ascoltate Disappear) ci sono influenze e sonorità non propriamente del genere in realtà lo spirito rimane sempre fedele alla linea.
Come al solito mi sento di premiare l'eclettismo anche se non tanto sfacciato da sfociare in una sperimentalità definita e studiata. Anzi.
Infatti i dischi migliori sono quelli che riescono ad aggiungere sfumature espressive diverse a standard conosciuti e in questo "Bazooka" centra il bersaglio senza dubbio.
Lo so sembra che mi stia contraddicendo.
Prendiamo un pezzo come "superstitious", la traccia 3 del disco. O, ragazzi è rock e non ci piove eppure si sente che c'è l'intenzione di dare tiro al tutto con suoni di chitarra piuttosto metal e riff blues ostinatissimi, cori a fine ritornello ben fatti che "spingono" il pezzo oltre il semplice standard.
Tra parentesi, non che il suono metal stia male addosso al blues, anzi il metal (ok, di un "certo" metal) è figlio del blues in un modo che ho sempre trovato imbarazzante quanto evidente, sentitevi tutti i pantera, i primi riff dei metallica...insomma ci siamo capiti.
Interessante è quando avviene il contrario e sono i blues man a prenderci in prestito le intenzioni rocciose indurendo le frasi blues mantenendo il "feel" tipico.
Ascoltatevi a proposito "evil", tolta la voce è un pezzo da pogo.
Sarà anche che Appice suona come un pazzo, sarà che la chitarra è pestata a dovere...chi ama il genere si fiondi a comprarlo.
Unica nota di demerito che di sicuro non verrà colta favorevolmente: la voca di Travers dopo un po stucca. Guardate che è una voce navigata, bella e in certi versi anche "progressive" (sentite la prima parte di "Crash and burn", pezzo spettacolare) eppure mi da l'idea di essere un po troppo studiata a tavolino, poco spontanea e controllata anche nelle sfumature più graffianti. Trovo fastidiosa la sensazione di artificiosità, soprattutto quando si parla di generi così viscerali come questo. Può anche darsi che sia solo una mia impressione...
Altra piccola puntualizzazione, per gli snob: questo non è un disco che sorprende. Se cercate sorprese, non cercate un disco rock blues. Nel caso voleste ascoltare un ottimo disco di potente e dinamico rock....ordinatelo al più presto!
Nel complesso un ottimo disco.