| UFO
The Monkey Puzzle
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“Gallina vecchia fa buon brodo”
Mai proverbio fu più adatto per un gruppo come gli UFO,band
inglese attivi già dagli anni sessanta, giungono a noi con
questo ennesimo nuovo disco intitolato “The Monkey Puzzle”lavoro
che vede un nuovo avvicendamento dietro le pelli.
Infatti alla batteria non c’è più il figlio
di Bonzo Bonham erede di zeppeliliana memoria, che viene sostituito
dall’originale drummer Andy Parker, figliol prodigo dopo un
periodo di assenza dai suoi colleghi /amici di lunga annata.
In questo modo la band di Phil Mog e soci si ripristina per ben
4/5 in quanto l’unico membro non originale è proprio
il chitarrista Vinnie Moore che prese il posto di Micheal Shenker
all’indomani della sua dipartita dal gruppo.
Dicevo gallina vecchia fa buon bordo, perché dopo alcune
decadi passate a mettere a ferro e fuoco il luoghi dove tenevano
le loro esibizioni in lungo e largo in giro per il mondo,gli UFO
non hanno perso la voglia di incidere album, per fortuna perché
se questo significa realizzare lavori come The Monkey Puzzle si
può di certo stare tranquilli, perché il gruppo in
questione ha sfornato un cd di tutto rispetto pregno di tutte quelle
peculiarità che hanno reso celebre questa band.
Ascoltando il disco si nota ancora un sorprendente freschezza negli
arrangiamenti,e una certa scioltezza nel songwriting che permette
al disco di scivolare via senza problemi particolari.
Quello che rimane dopo averlo ascoltato è la buona impressione
che lascia la perfomanc edi Phil Mog ancora in graod malgrado l’età
di rilascia emozioni ai propri fans con il suo timbro ancora caldo
ed avvolgente, malgrado il cantante non sia noto per la sua attenzione
alle sue preziose corde vocali,oltre a ciò metteteci pure
che Vinnie moore ha saputo con la sua grande esperienza interpretare
al meglio un ruolo assai scomodo per chiunque,mentre lui col suo
rifferama pulito ed efficace semplice e diretto ha saputo farsi
apprezzare da chi prima di lui aveva scritto pagine memorabili nella
storia della band inglese ,e che forse sarà difficile ripetere,
ma questo non esclude il fatto che riuscire a pubblicare degli ottimi
lavori come gli ultimi due cd non significhi che non riusciranno
a scrivere altri brani che abbiano il compito di diventare cavalli
di battaglia.
A conferma di ciò il brano d’apertura “Hard Being
Me” fa ben sperare ed il ritmo calzante della batteria ci
fa subito capire che gli UFO hanno ancora voglia di roccare alla
grande. Black And Blue
Sembra rubare I riff alla band di Angus Young, ma diciamocela tutta
loro se lo possono permettere e comunque si tratta di un gran pezzo.
Ascoltate per esempio la bella introduzione pianistica in Some Other
Guy con la bella armonica in evidenza e ditemi se questa è
una band che vuole smettere di suonare.Una chitarra acustica introduce
un blues stupendo d'altronde da sempre un grande influenza per loro
e di certi il divertimento è assicurato.
Non ce che dire The monkey Puzzle è un disco con le palle
che insegna ai gruppi di adesso e che magari mancano di verve, la
passione di fare musica con la M maiuscola ma (cosa più importante)rimanendo
se stessi e senza concedere troppo ad una facile discorso commerciale,ma
credetemi in questo album ci sono anche dei pezzi dal grande airplay
radiofonico e Down By The River sta qui a dimostrarcelo in prima
fase.
Se posso permettermi di dare un consiglio ai gruppi di oggi sappiate
trarre le cose migliori da gruppi gli UFO vedrete che poi rimarranno
dentro di voi come degli enzimi nutritivi per la mente qualora vi
accingeste a comporre delle canzoni.
Stefano Bonelli |