Brani:
01. Prelude
02. Artemis
03. Ice Wind And Fire
04. Sleighbells At Yasnaya
05. War Of The Winds
06. Thunder Cadenza
07. Cry Of The Night
08. Summer's Breath
09. Rodeo From Hell
10. Les Adieux
11. Springtime Euphoria
12. Venga La Primavera
13. Heart Of Chopin
14. Dance Of The Water Spirits
15. Transfiguration
16. Venga La Vita
17. Morning Of Forever
18. April Rain
19. Triumph Of Spring
20. Tales Of The Summer Wind
21. Thunder In July
22. Tempest
23. Cheiron And Selenos
24. Teardrops In October


Musicisti:
Uli Jon Roth lead guitars
Sky Orchestra
Uli Jon Roth
Metamorphosis
SPV


Parlare di questo disco non è cosa facile, sopratutto perchè sappiamo che Le Quattro Stagioni di Antonio Vivaldi è un opera tra le più conosciute e belle che il nostro compositore più illustre abbia mia conposto in vita sua, I vari temi che compongono l'opera ovverosia Primavera, Estate, autunno, inverno, sono temi che è praticamente impossibile non conoscere, in quanto rappresentano il barocco italiano nel mondo a livello musicale.Parlando invece della versione che ne ha fatto Uli John Roth si può dire che l'esperimento è riuscito appieno,sempre nei dovuti limiti anche perché ascoltare la chitarra che fa il violino potrebbe risultare alquanto ostico per i puristi della musica barocca. In questo lavoro il limite più grosso è rappresentato appunto dalla chitarra la quale proprio per le sue caratteristiche non potrà mai essere paragonata ad un violino anche se il nostro Uli John Roth ce la mette tutta ad avvicinarsi al suono dello strumento principe della musica classica,soprattutto perché oltre ad essere diversa l'impostazione con cui vengono suonati gli strumenti è diverso anche l'approccio ai voglia dire che la chitarra è simile al violino intanto le corde del violino vengono come accarezzate dall'archetto e anche nei momenti più intensi il suono è assolutamente inimitabile mentre invece la chitarra elettrica come tutti sappiamo viene letteralmente pizzicata dal plettro e quindi essendo il gesto più come dire irruento il risultato non potrà che essere un suono più duro rispetto a quello del violino.Per quanto riguarda invece il nostro chitarrista ex Scorpions ascoltandolo mi sono reso conto del perché uno come Yngwie Malsteen lo annovera come una delle principali influenze.Quindi in pratica un altro bel tassello all'ormai cospicuo connubio tra gruppo e orchestra.

Stefano Bonelli