Vast
Nude
SPV/Inside Out
Devo dire che recensire un cd di un gruppo di cui non ho mai sentito parlare, nonostante questo sia il loro terzo cd e che fanno un genere che personalmente non mi entusiasmi più di tanto è difficile, soprattutto perché non so da dove iniziare.
Allora, intanto una correzione importante i Vast non sono un gruppo ma un uomo e un uomo solo, Jon Crosby, cito esattamente dal sito dei Vast "Vast is one man and one man only, Jon Crosby".
Crosby, alla sola età di tredici anni, fu nominato dalla rivista Guitar Player Magazine come uno dei più promettenti chitarristi. E in questo disco Crosby mette tutte le sue emozioni, la sua anima e la sua musica per regalare a chi l'ascolta delle emozioni e delle sonorità molto particolari.
Il genere dei Vast è molto vicino ai Radiohead, The Cure, Depeche Mode e in qualche passaggio agli ultimi Marillion. Mentre la voce di Crosby in qualche momento ricorda quella di Bono degli U2. se proprio vogliamo etichettare il genere, conierei quello di "rock malinconico".
Il brano che più mi ha colpito è "Lost" con un inizio molto particolare, quasi una preghiera o un lamento di una voce femminile.
Nell'insieme "Nude" è un buon lavoro, che si discosta molto dal genere principale trattato dalla "Webzine Tempi duri", ma un buon lavoro. Spero di aver reso giustizia ai Vast con questa recensione.
Gianfranco Belisario