White Willow
Storm Season
Lucretia Records
I norvegesi White Willow giungono al loro quarto album che si colloca in un genere paragonabile a bands tipo Anglagard ed Anekdoten che sono tre le più importanti bands a livello internazionale e che hanno avuto il grande merito di sapersi imporre malgrado la non certo facile fruibilità, dato che entrambe le bands scelsero di cantare in madre lingua e devo dire mai scelta fu più coraggiosa, ma anche altrettanto vincente.
Diverso è invece l'atteggiamento assunto dal gruppo in questione,in quanto cantando in inglese avranno maggiori possibilità di poter esportare ed essere assobiti con più facilità rispetto alle bands precedenti.
In questo nuovo cd dei White Willow, le sensazioni avute ascoltando il disco sono molteplici, infatti avendo insito nel proprio dna il prog rock anni settanta, i norvegesi hanno inserito nel loro lavoro elementi psichedelici con forti richiami pink floydiani.
Inoltre si possono notare alcuni riferimenti a bands storiche del genere ovvero Yes e King Crimson, soprattutto per il particolare timbro della cantante Sylvia Erichsen che è molto simile a quello di Jon Anderson dei sopracitati Yes, tra i vari brani che compongono l'album volevo segnalarvi in particolar modo il brano di chiusura intitolato "Nightside of eden" intriso di atmosfere scure accompagnato dalle chitarre acustiche ed arricchito da un suggestivo assolo, eseguito da Lars Fredrik Froislie con l'hammond g3 che fa di questo brano uno degli episodi più interessanti di questo nuovo lavoro della band scandinava, quindi in conclusione, se vi piace il prog rock dalle forti tinteggiature questo "Storm Season" saprà regalarvi dei momenti molto suggestivi, ed allora bagnatevi pure di questa acqua essendo consapevoli che poi verrete travolti dalla calma che viene dopo la tempesta.
Stefano Bonelli